| Trova nell'articolo | Nasser, Gamal Abd el | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Nasser, Gamal Abd el (Beni Mor, Asyut 1918 - Il Cairo 1970), uomo politico egiziano, presidente dell'Egitto (1956-1970), fu a lungo il leader politico più influente del mondo arabo.
| 2. | La rivolta dei Liberi ufficiali |
Dopo essersi diplomato all'Accademia militare reale del Cairo nel 1938, con alcuni compagni ufficiali fondò la società segreta rivoluzionaria dei Liberi ufficiali. In quegli anni l'Egitto era di fatto dominato da una ristretta classe di proprietari terrieri che possedeva un terzo della terra del paese e controllava il Parlamento. L'Inghilterra continuava a esercitare un peso determinante sulle decisioni del governo, anche per la debolezza del re Faruq I, e i Liberi ufficiali cominciarono a organizzare un colpo di stato. La disastrosa campagna egiziana in Israele nel 1948 (vedi Guerre arabo-israeliane) fu il pretesto che portò alla rivolta dei militari, in seguito alla quale re Faruq venne deposto.
| 3. | La proclamazione della repubblica |
Il nuovo governo rivoluzionario adottò immediatamente provvedimenti radicali: la proprietà terriera venne ridotta o nazionalizzata e i partiti d'opposizione furono dichiarati illegali. Nel 1953 la monarchia fu abolita e venne proclamata una repubblica monopartitica. Inizialmente capo del governo fu il generale Muhammad Nagib, ma nel 1954 Nasser assunse il potere. Uno dei suoi primi atti di governo fu la stipulazione di un trattato con l'Inghilterra che pose fine ai 72 anni di dominio britannico in Egitto. Nasser venne ufficialmente eletto presidente nel 1956.
| 4. | L'attacco israeliano |
La sua politica estera fu improntata al non allineamento, ma i legami stretti con i paesi sovietici provocarono un irrigidimento nelle relazioni con l'Occidente: nel 1956 l'Inghilterra e gli Stati Uniti ritirarono i finanziamenti per il progetto della diga di Assuan, e per ottenere nuovi fondi Nasser nazionalizzò il canale di Suez. Nello stesso anno, in risposta alla chiusura del canale e del porto israeliano di Eliat, gli israeliani, sostenuti dai francesi e dagli inglesi, attaccarono l'Egitto. Stati Uniti e ONU condannarono l'aggressione, l'Unione Sovietica minacciò l'intervento armato e gli invasori si ritirarono; un contingente delle Nazioni Unite fu inviato per allentare le tensioni tra Egitto e Israele.
Il tentativo di Nasser di unire il mondo arabo portò, nel 1958, alla costituzione della Repubblica araba unita, sorta dall'unione federale di Siria ed Egitto; egli stesso ne assunse la presidenza. La federazione però si sciolse nel 1961 in seguito a un colpo di stato in Siria. In quegli stessi anni Nasser sostenne vari movimenti di liberazione africani, divenendo il simbolo della lotta al colonialismo.
| 5. | La guerra dei Sei giorni |
Nel 1967 la situazione arabo-israeliana precipitò: in seguito al ritiro delle forze di pace dell'ONU, voluto da Nasser, reparti egiziani furono impiegati per chiudere il golfo di Aqaba alle navi israeliane. Israele reagì attaccando l'Egitto e occupando la penisola del Sinai fino al canale di Suez: fu l'inizio della guerra dei Sei giorni (1967), che si concluse con la sconfitta dell'Egitto. Negli ultimi anni della sua vita, Nasser si dimostrò più favorevole a una conclusione diplomatica della crisi mediorientale.