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Personal computer
1. Introduzione

Personal computer o Microcomputer Calcolatore da tavolo o portatile che impiega un microprocessore come unità centrale di elaborazione (CPU, Central Processing Unit), noto anche come PC, home computer, small-business computer o semplicemente micro. I primi modelli di personal computer erano in grado di elaborare a ogni passo informazioni di 4 o 8 bit ed erano considerati strumenti per singoli utenti; più recentemente, la distinzione tra personal computer e mainframe (computer capaci di prestazioni superiori, spesso condivisi da molti utenti) è stata superata, poiché i modelli più recenti di personal computer hanno velocità e capacità operativa simili a quelle dei dispositivi multiutente.

Il personal computer è destinato all'uso domestico, scolastico e da ufficio. Nella gestione domestica può facilitare il controllo del bilancio familiare, la memorizzazione delle scadenze e, non ultimo, può costituire uno strumento di gioco. Nelle scuole viene utilizzato come sussidio didattico. Anche le più piccole imprese, infine, dispongono di microcomputer per la videoscrittura, la contabilità o la gestione di archivi.

2. Breve storia del personal computer

La realizzazione del personal computer è stata resa possibile da due innovazioni tecniche nel campo della microelettronica: i circuiti integrati (IC) che, sviluppati a partire dal 1959, hanno permesso la miniaturizzazione dei circuiti di memoria dei computer; e il microprocessore, apparso per la prima volta nel 1971, con cui la CPU, da ingombrante insieme di circuiti stampati e integrati, si è ridotta a una singola piastrina di silicio.

Il primo sistema da scrivania progettato specificamente per uso personale fu presentato nel 1974 dalla Micro Instrumentation Telemetry Systems (MITS). I proprietari del sistema furono incoraggiati dall'editore di una popolare rivista di tecnologia a creare e vendere per corrispondenza un kit di montaggio del computer; il prodotto, chiamato Altair, fu venduto a poco meno di 400 dollari.

Il successo dell'operazione indusse molte piccole società a dedicarsi alla produzione di computer. La prima grande azienda elettronica che produsse e distribuì personal computer, la Tandy Corporation, presentò nel 1977 un modello che si impose rapidamente nel settore grazie alla combinazione di due novità: la tastiera e un visualizzatore a raggi catodici. L'utente poteva programmare il computer e archiviare informazioni su nastri magnetici in cassetta.

Ben presto, poco dopo l'introduzione del nuovo modello della Tandy, due ingegneri programmatori, Stephen Wozniak e Steven Jobs, avviarono una nuova casa produttrice destinata a divenire l’azienda a crescita più rapida nella storia economica degli Stati Uniti: la Apple Computer. Tra le prestazioni del loro primo elaboratore a 8 bit, il personal Apple II, c'erano una memoria più estesa, un sistema di memorizzazione su dischetti per dati e programmi, e la grafica a colori. Il successo e la rapida diffusione dell'azienda diedero un ulteriore impulso alla crescita del settore. Prima della fine del decennio il mercato dei personal aveva assunto una fisionomia definita.

Nel 1981 l'IBM introdusse il proprio modello di microcomputer, l'IBM Personal Computer, passato alla storia come il primo PC. Il suo microprocessore, l'Intel 8088 a 16 bit, era in grado di utilizzare una larghezza di parola di 16 bit e di trasferire le informazioni su un bus dati a 8 bit. Il modello successivo, l'IBM PC/XT, era dotato invece del microprocessore Intel 8086, che utilizzava una larghezza di parola di 16 bit e un bus dati a 16 bit. L'IBM PC/AT, infine, basato sul microprocessore a 16 bit Intel 80286, era una macchina a 16 bit in entrambi i significati.

La realizzazione del primo PC segnò un momento fondamentale per la successiva evoluzione del microcomputer: aprendo la strada allo sviluppo di modelli sempre più veloci e potenti e incoraggiando la standardizzazione della produzione.

A metà degli anni Ottanta fu introdotto un potente computer a 32 bit in grado di far lavorare ad alta velocità avanzati sistemi operativi multiutente. Collocando in un personal da scrivania una potenza di elaborazione sufficiente a servire piccole e medie imprese, il nuovo modello ridusse la distanza tra microcomputer e minicomputer.

Un'innovazione di importanza fondamentale per la diffusione del personal computer fu l'introduzione di un'interfaccia utente di più facile uso. L'Apple Macintosh (un elaboratore a 16 bit introdotto nel 1984) fu tra i primi a sostituire l'interfaccia convenzionale del sistema operativo con una di tipo grafico a icone (simboli grafici che rappresentano oggetti e funzioni del computer) e menu, oggi presente in tutti i microcomputer. Ricercando sistemi di uso sempre più semplice e immediato, lo sviluppo tecnologico applicato al microcomputer ha portato alla creazione di meccanismi a controllo vocale che oggi permettono all'utente di usare i vocaboli e la sintassi del linguaggio parlato per comandare il calcolatore.

La direzione in cui sta procedendo la ricerca per il perfezionamento del personal computer è quella di una continua miniaturizzazione dell'hardware. Senza penalizzazioni in termini di efficienza e potenza della macchina, vengono oggi realizzati microcomputer estremamente veloci e di dimensioni minime: il palmtop, ad esempio, offre le prestazioni di un normale personal con l'ingombro di una calcolatrice.