Foglia
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Foglia
4. Morfologia

La morfologia della foglia è uno dei principali e più immediati criteri utilizzati per la classificazione tassonomica delle piante. I diversi tipi di foglie si distinguono in base alla forma della lamina (ad esempio, simmetrica o asimmetrica, lanceolata, cuoriforme, ovata, aghiforme), al profilo del margine (intero, dentato, lobato, ondulato), alla lunghezza del picciolo (foglia sessile o peduncolata) e alla disposizione delle nervature. In generale, le tipologie caratteristiche delle gimnosperme sono diverse da quelle delle angiosperme e, nell’ambito di queste ultime, quelle delle dicotiledoni sono diverse da quelle delle monocotiledoni.

1. Forma della lamina

Generalizzando, le foglie delle dicotiledoni possono essere suddivise in due tipi fondamentali: foglie semplici o indivise, caratterizzate da un'unica lamina, come nel caso delle foglie delle querce, e foglie composte, formate da più foglioline, come nel caso del trifoglio. Si definiscono pennate le foglie composte, come quelle del frassino, che hanno le foglioline disposte su due file e inserite su due lati opposti di una vena centrale, detta rachide; sono invece dette palmate le foglie, come quelle dell'ippocastano, costituite da una serie di foglioline disposte a ventaglio all’estremità del picciolo.

2. Nervature

Le foglie si possono ulteriormente classificare in base al tipo e alla disposizione delle nervature. Sono dette penninervie quelle che presentano una larga nervatura centrale, da cui si dipartono ai lati due file di nervature secondarie parallele, a loro volta diramate in nervature ancora più piccole; ne è un esempio la foglia dell'olmo. Le foglie dette palminervie, come ad esempio quelle dell'acero, presentano, invece, una serie di larghe nervature principali di pari spessore, che si dipartono dalla base della foglia e si dividono in nervature via via più sottili. Alcune piante, ad esempio il podofillo, presentano le cosiddette foglie peltate, in cui il picciolo è inserito al centro di una lamina rotondeggiante o a forma di scudo, con numerose nervature principali che si estendono dal centro della foglia verso i bordi, ramificandosi progressivamente in nervature sempre più piccole.

La maggior parte delle monocotiledoni presenta foglie caratterizzate da una serie di nervature parallele di eguale diametro, che si estendono dalla base fino all'apice della foglia. Le foglie di gran parte delle felci e di alcune piante superiori, come il ginkgo, hanno nervature dicotomiche: una fitta serie di nervature di eguale diametro è inserita alla base della foglia, in uno o più punti, e si estende parallelamente fino all'apice, biforcandosi ripetutamente man mano che si avvicina al bordo superiore.

3. Inserzione sul fusto

Le foglie prive di picciolo sono dette sèssili. La maggior parte delle dicotiledoni possiedono foglie con picciolo. Nel punto in cui il picciolo si inserisce sul ramo o sul fusto, possono esservi espansioni appiattite, le stipole, assi evidenti, ad esempio, nelle rose. Nella maggior parte delle monocotiledoni, invece, le foglie ne sono prive, e si attaccano alla pianta mediante una larga guaina appiattita che si avvolge attorno al fusto; tra la superficie interna della guaina e il fusto vi è presente una sorta di membrana che prende il nome di ligula.