Montale, Eugenio
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Montale, Eugenio
4. “La bufera e altro”

Dopo la seconda guerra mondiale e la breve esperienza politica nelle fila del Partito d’azione, Montale divenne per poco tempo condirettore della rivista “Il Mondo”. Nel 1948 si trasferì a Milano, dove lavorò al “Corriere della Sera” e al “Corriere d’informazione”, e dove pubblicò il Quaderno di traduzioni. Nel 1956 uscì La bufera e altro, che comprende anche le poesie già comparse in Finisterre.

La “bufera” è la guerra intesa come catastrofe della storia e della civiltà, e simbolo dunque di una disperata condizione umana e personale. Dalla speranza di un’immaginata salvezza attraverso la donna-angelo e dai lampi di fiducia nella possibilità di un mondo diverso, Montale passa all’angoscia per il presente. Nell’amara esperienza dell’orrore della guerra e degli anni cupi della Guerra Fredda, la poesia diventa il segno di un’estrema umana resistenza e di decenza nel quotidiano “mare / infinito di creta e di mondiglia”.