| Trova nell'articolo | Capo Verde | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Capo Verde (nome ufficiale República de Cabo Verde, Repubblica di Capo Verde), stato insulare dell’oceano Atlantico, situato 620 km a ovest del punto più occidentale dell’Africa, la penisola di Capo Verde. Ex colonia portoghese, Capo Verde divenne indipendente il 5 luglio del 1975. Ha una superficie di 4.033 km² e un’estensione costiera di 965 km. La capitale è Praia, sull’isola di São Tiago.
| 2. | Territorio |
L’arcipelago è costituito da dieci isole principali e da cinque isolotti, suddivisi in due gruppi: Sopravento (Barlavento) a nord e Sottovento (Sotavento) a sud. Al primo appartengono le isole di Santo Antão, São Vicente, Santa Luzia, São Nicolau, Sal e Boa Vista; al secondo quelle di São Tiago, Brava, Fogo e Maio.
Il complesso insulare è di origine vulcanica e, a eccezione di tre isole pianeggianti (Sal, Boa Vista e Maio), è caratterizzato da rilievi molto accentuati e scoscesi, la cui morfologia è stata determinata da processi erosivi (vedi Erosione) e dall’attività vulcanica (vedi Vulcanismo). La vetta più alta, il Pico de Cano (2.829 m), si trova a Fogo ed è l’unico vulcano attivo dell’arcipelago: l’eruzione più recente risale all’aprile del 1995.
| 1. | Clima |
Capo Verde ha un clima tropicale secco, caratterizzato da lunghi periodi di siccità che in passato hanno causato migrazioni di massa. La temperatura media annua è di circa 24 °C, la media delle precipitazioni di 250 mm. Le piogge si concentrano nel periodo compreso fra agosto e ottobre, e sono più abbondanti sulle isole meridionali.
| 2. | Flora e fauna |
La scarsa vegetazione è costituita da varie specie di arbusti, dall’aloe e da altre piante in grado di resistere all’aridità del terreno. Anche la fauna è limitata dal clima e comprende la lucertola, diverse specie di scimmie, la capra selvatica e varie specie di uccelli.
| 3. | Problemi e tutela dell’ambiente |
Le siccità prolungate sono un problema sempre più grave per questo arcipelago roccioso che non possiede riserve rinnovabili di acqua dolce. Solo l’80% degli abitanti di Capo Verde ha accesso all’acqua potabile, e solo il 43% dispone di servizi igienici. Il sovrapascolo, l'uso improprio del suolo e l'alta domanda di legna da ardere costituiscono motivi ulteriori di degrado ambientale. Solo il 10,2% (1997) del territorio totale di Capo Verde è arabile, e il 20,8% (2005) è coperto da vegetazione arborea; nell’arcipelago non esistono aree protette. Capo Verde aderisce ad accordi internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, cambiamento climatico, desertificazione, modificazione ambientale, eliminazione degli scarichi in mare, abolizione dei test nucleari e alla Convenzione sul Diritto del mare.
| 3. | Popolazione |
La popolazione è composta in prevalenza (71%) da creoli o mestiços, discendenti dall'unione dei coloni europei con le popolazioni africane, mentre gli altri abitanti sono di ceppo africano. Nel 2008 l’arcipelago aveva una popolazione di 426.113 abitanti, con una densità media di 106 abitanti per km². I tassi di incremento demografico sono sempre stati elevati; nel 2008 il tasso annuale era dello 0,57%. A causa della forte natalità e delle ricorrenti siccità, l’emigrazione ha costantemente caratterizzato la vita delle isole; si è stimato che più di 600.000 capoverdiani o loro discendenti vivano attualmente all’estero; più della metà risiedono negli Stati Uniti. La speranza di vita degli abitanti di Capo Verde è di 71,3 anni (2008).
La lingua ufficiale è il portoghese, tuttavia viene abitualmente utilizzato il crioulo, un dialetto creolo che unisce al portoghese molti elementi africani. Il 94% della popolazione professa la religione cattolica. La minoranza religiosa più consistente appartiene alla Chiesa nazarena protestante. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è del 78% (2005).
Fin dai tempi del colonialismo Capo Verde ha goduto di un’intensa vita culturale, che ha i suoi capisaldi nella letteratura (Baltasar e Manuel Lopes, Germano Almeida, Romano Luís de Madeira Melo) e nella musica (Eugénio Tavares e Cesaria Evora). Alla Evora si deve la fortuna internazionale della morna, un genere musicale affine al fado portoghese.
I maggiori centri urbani sono Praia, la capitale (107.000 abitanti nel 2003), sull’isola di São Tiago, e Mindelo (62.970 abitanti nel 2000), principale porto e centro commerciale, sull’isola di São Vicente.
| 4. | Economia |
Capo Verde ha un prodotto interno lordo di 1.144 milioni di dollari USA (2006), corrispondenti a un PIL pro capite di 2.206,10 dollari. Le attività economiche principali sono l’allevamento (caprini, bovini e suini), la pesca (con esportazione di tonni e aragoste) e l’edilizia. L’agricoltura è possibile solo nelle valli irrigate dell’interno. Le colture più diffuse sono mais, fagioli, noci di cocco, manioca, zucchero di canna, patate e banane; vengono esportati caffè, banane e i prodotti derivati dalla palma. Un ruolo di sempre maggiore importanza è rivestito dal turismo.
Le risorse minerarie sono scarse: sale, caolino e pozzolana, una roccia vulcanica utilizzata nella produzione del cemento. Sulle isole di Sal, Boa Vista e Maio viene estratto il sale destinato all’esportazione, così come la pozzolana. Tra le industrie sono da ricordare quelle della raffinazione dello zucchero, della conservazione del pesce, della lavorazione del tabacco e della distillazione dei liquori (principalmente del rum). I transatlantici sostano presso i porti di Mindelo e Porto Novo per il rifornimento di carburante e sull’isola di Sal si trova un aeroporto internazionale. L’unità monetaria è l’escudo di Capo Verde. Il Banco de Cabo Verde è insieme banca d’emissione e banca commerciale.
| 5. | Ordinamento dello stato |
Colonia portoghese fino al 1975, Capo Verde fu unito politicamente alla Guinea-Bissau fino al 1980. Sottoposto a un regime a partito unico fino al 1990, dal 1992 il paese si è dotato di una nuova Costituzione che ne fa una repubblica parlamentare. Il presidente, eletto a suffragio universale ogni cinque anni, nomina il primo ministro su suggerimento dell’Assemblea nazionale; questa è formata da 72 membri, eletti a loro volta a suffragio universale ogni 5 anni. Il sistema giudiziario prevede una Corte suprema; la pena di morte è stata completamente abolita nel 1981.
| 6. | Storia |
Utilizzate come punti di approdo dalle imbarcazioni da pesca senegalesi, le isole che formano l’arcipelago di Capo Verde furono probabilmente disabitate fino al 1456, quando vi approdarono i portoghesi.
| 1. | Il periodo coloniale |
Nel 1460 il navigatore Diogo Gomes prese possesso dell’arcipelago in nome del Portogallo, cui fu definitivamente assegnato nel 1495 in seguito al trattato di Tordesillas. Porto di collegamento primario nel commercio degli schiavi verso il Brasile, Capo Verde raggiunse una discreta prosperità economica nel XVI e XVII secolo tanto da attirare pirati e conquistatori stranieri (inglesi, olandesi e francesi). L’abolizione definitiva della tratta degli schiavi nel 1866, il distacco dalla Guinea-Bissau (1879) e i nefasti effetti di lunghi periodi di siccità portarono a una rapida decadenza delle isole e a un’emigrazione di massa verso gli Stati Uniti e le altre colonie portoghesi.
Grazie al loro elevato grado di istruzione, i capoverdiani ebbero un ruolo importante sia nell’amministrazione delle altre colonie portoghesi in Africa, sia nelle lotte indipendentiste e anticolonialiste che vi si svilupparono. Nell’esilio nacque il nazionalismo capoverdiano, che ebbe tra i suoi padri fondatori l’uomo politico e poeta Eugénio Tavares (1867-1930). Le istanze autonomiste naufragarono tuttavia di fronte alla ulteriore crisi provocata dalla siccità agli inizi del Novecento e poi dall’ascesa al potere dei militari (1926) e dal successivo insediamento della dittatura di António de Oliveira Salazar (1933) in Portogallo.
| 2. | Lotta anticolonialista e indipendenza |
Negli anni Quaranta Capo Verde conobbe uno dei periodi più bui della sua storia. Le ripetute carestie (che, secondo alcuni storici, tra il 1941 e il 1948 causarono la morte di 20.000 dei 150.000 abitanti delle isole nella totale indifferenza del governo portoghese) e il blocco dell’emigrazione imposto da Lisbona impedirono al paese qualsiasi forma di riscatto. Come altri possedimenti portoghesi in Africa, nel 1951 le isole diventarono provincia d’oltremare, acquisendo una relativa autonomia. Negli anni Cinquanta, tra i capoverdiani emigrati clandestinamente in Europa (in particolare in Francia, nel Belgio e nei Paesi Bassi) crebbero i sentimenti indipendentisti. Nel 1954 Amilcar Cabral fondò il Partito africano per l’indipendenza della Guinea e di Capo Verde (PAIGC), il quale, avvalendosi di basi in Guinea e in Senegal, nel 1963 avviò la guerriglia contro i portoghesi in Guinea-Bissau, creando sulle isole di Capo Verde una struttura politica clandestina.
Nel 1974 il PAIGC proclamò l’indipendenza delle due colonie, che venne riconosciuta dal Portogallo nel 1975 in seguito alla rivoluzione dei garofani. Nello stesso anno Aristides Pereira venne eletto alla presidenza di Capo Verde, fondandovi un regime di orientamento marxista. Capo Verde rimase unito alla Guinea-Bissau fino al 1980, quando un colpo di stato a Bissau rovesciò il presidente Luíz Cabral, fratello di Amilcar. Le relazioni tra i due paesi migliorarono in seguito, ma non ebbero esito i progetti di riunificazione.
Capo Verde rimase fortemente dipendente dagli aiuti internazionali e dalle rimesse dei capoverdiani all’estero. Negli anni Ottanta il governo lanciò un ambizioso piano di sviluppo e, grazie alla costruzione di dighe, riuscì a recuperare all’uso agricolo diverse migliaia di ettari di terra. Il paese si aprì in seguito al multipartitismo, sancito dalla nuova Costituzione promulgata nel 1992.