| Trova nell'articolo | Charcot, Jean-Martin | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Charcot, Jean-Martin (Parigi 1825 - Nièvre, Lago di Settons 1893), neuropatologo francese, considerato il padre della neurofisiologia clinica. Nel 1860 Charcot divenne professore di anatomia patologica all'Università di Parigi, presso la quale rimase 33 anni. Nel 1852 cominciò anche a collaborare con l’Ospedale Salpêtrière, la clinica neurologica più rinomata dell'epoca. La grande capacità di trasmettere le sue conoscenze attirò molti studenti da tutta Europa. Tra questi, vi furono Alfred Binet, Pierre Janet e Sigmund Freud, che trassero da Charcot i fondamenti delle loro successive ricerche. L’interesse degli studi di Charcot era rivolto, in particolare, all’isteria, malattia che egli considerava dovuta all’effetto di un evento traumatico su un sistema nervoso indebolito da affezioni congenite.
| 2. | Isteria e ipnosi |
Per compiere indagini sui suoi pazienti, il neuropatologo francese apprese la tecnica dell’ipnosi, della quale divenne in breve un grande maestro. Egli riteneva le manifestazioni di un soggetto in stato di ipnosi molto simili a quelle di un paziente isterico; ipnotizzava perciò i suoi pazienti in modo da indurre in loro sintomi tipici di tale patologia. I suoi più illustri discepoli, come Freud, in seguito considerarono lo stato ipnotico come una condizione psicologica e non neurologica.
Charcot si occupò anche di altri aspetti della neurologia; ad esempio, effettuò studi sulle relazioni esistenti tra ciascuna parte del cervello e le funzioni dei singoli nervi; scoprì il ruolo che il danno a livello delle piccole arterie cerebrali ha sull’insorgenza di emorragie cerebrali. Si occupò anche di malattie quali l'atassia locomotoria e l'afasia. In suo onore, la sclerosi laterale amiotrofica viene anche chiamata morbo di Charcot.