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| 2. | L’intuizione nella filosofia antica e medievale |
Storicamente, i filosofi hanno discusso la possibilità di distinguere fra un’intuizione sensibile, relativa cioè alla percezione dei nostri sensi, e un’intuizione di tipo intellettuale. Platone, ad esempio, parla della conoscenza intuitiva come della conoscenza più alta, ossia di una visione intellettuale che l’anima ha delle idee, prescindendo da ogni riferimento all’esperienza sensibile.
Aristotele, che pure criticava la dottrina platonica delle idee, ritiene che i primi principi delle scienze non possano essere oggetti di dimostrazione, ma siano conosciuti mediante un’intuizione intellettuale. Una conoscenza intuitiva come facoltà propria di Dio, il cui intuire le cose coincide con l’atto creativo, è affermata dai filosofi nel Medioevo, e talvolta è attribuita da essi anche all’uomo in quanto egli ha una conoscenza di Dio.