| Trova nell'articolo | Coma | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Coma Condizione patologica caratterizzata da una riduzione parziale (subcoma) o totale dello stato di coscienza e della reattività agli stimoli esterni (coma carus). Può protrarsi per qualche giorno o durare per settimane o mesi ed evolvere verso uno stato vegetativo persistente, cioè una condizione in cui le uniche funzioni svolte dall'organismo sono quelle involontarie, come il battito cardiaco e la respirazione. Alcune funzioni vegetative possono comunque risultare compromesse: ad esempio, nei soggetti in coma profondo si registrano disturbi nella regolazione della minzione e della defecazione, e nella deglutizione. La condizione di coma è caratterizzata da un particolare tracciato elettroencefalografico, che testimonia la ridotta attività cerebrale.
| 2. | La scala di Glasgow |
La profondità del coma viene espressa numericamente con una particolare scala di misurazione, denominata scala di Glasgow. In questa viene attribuito un punteggio alla capacità di apertura degli occhi e di fornire risposte motorie e verbali. Il punteggio minimo (3) equivale all'assenza di risposta e, quindi, a una condizione di morte cerebrale (in cui si riscontra nel cervello l'assenza di attività elettrica, evidenziata mediante elettroencefalogramma). Il punteggio massimo (15) corrisponde a uno stato di coscienza integro. Nel coma profondo cessa la respirazione spontanea ed è necessario, pertanto, applicare la respirazione artificiale.
| 3. | Cause del coma |
Il coma può subentrare in conseguenza di lesioni circoscritte di determinate aree cerebrali, o a causa di fenomeni patologici o di intossicazioni che interessano tutto il cervello. Tra le principali cause vi sono traumi, emorragia cerebrale, tumori cerebrali, meningite, encefalite, crisi di epilessia particolarmente gravi; inoltre, l’abuso di farmaci (come barbiturici, neurolettici, derivati dell’acido acetilsalicilico) o droghe, che innescano processi di intossicazione; la mancanza di ossigeno conseguente ad arresto cardiaco, anomalie del metabolismo come il diabete mellito, insufficienza epatica o renale.
In particolare, il diabete, l'insufficienza epatica e l'insufficienza renale provocano una condizione di squilibrio della concentrazione di alcune sostanze nell'organismo (rispettivamente, chetoni, ammoniaca, urea) che si traduce in un accumulo di sostanze tossiche che non vengono smaltite efficacemente e, quindi, in una forma di intossicazione a livello cerebrale.
Sostanze che possono risultare tossiche e condurre a uno stato di coma sono il monossido di carbonio, l’alcol etilico e il tricloroetilene.
| 4. | Decorso e terapia |
Il coma costituisce sempre, quale che sia la sua causa, una condizione patologica estremamente grave. Esso è spesso accompagnato da complicazioni, tra le quali possibili blocchi respiratori che possono rendere necessaria una tracheotomia; l’abbassamento della pressione sanguigna molto al di sotto dei valori normali (con rischio di collasso cardiocircolatorio); squilibri nutrizionali e fenomeni tossici dovuti al cattivo o mancato funzionamento del fegato e dell’apparato escretore. Finché il tracciato dell’elettroencefalogramma permette di constatare una qualche attività cerebrale, è possibile sperare in una ripresa del paziente. Per tutto il periodo del coma, questo deve essere tenuto sotto controllo, e sottoposto a trattamenti di antibiotici che prevengano possibili complicazioni infettive, al controllo della pervietà delle vie respiratorie. Si rende necessario collegare il malato a un respiratore meccanico nel caso in cui il coma si protragga e la funzionalità della respirazione risulti compromessa; si può stimolare il cuore per via elettrica nel caso si verifichino crisi cardiache. Se il tracciato elettroencefalografico non dimostra alcuna attività cerebrale, si parla di coma irreversibile, dal quale non è più possibile sperare una ripresa del paziente.