| Racconto e novella | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 3. | L’Ottocento |
Nell’Ottocento il successo del racconto fu agevolato dalla sua diffusione su riviste popolari e letterarie. In età romantica comparvero i racconti dei tedeschi Heinrich von Kleist, E.T.A. Hoffmann e Hans Theodor Storm, degli statunitensi Edgar Allan Poe e Nathaniel Hawthorne, e di Nikolaj Gogol’, considerato l’iniziatore del realismo russo. Il racconto in Europa risentì della distaccata osservazione del reale tipica del naturalismo francese e del verismo italiano, efficacemente rappresentato dalle novelle di Giovanni Verga. I temi dell’irrazionale, dell’ironia e del sogno caratterizzarono invece i racconti della scapigliatura lombarda, soprattutto in autori come Arrigo Boito e Iginio Ugo Tarchetti; agli inizi del Novecento gli sfondi siciliani della narrativa verghiana riappaiono, con intonazione molto diversa, nelle Novelle per un anno di Luigi Pirandello.
Nel racconto dell’Ottocento, all’interesse per l’evento si sostituì quello per le motivazioni del comportamento dei protagonisti, mentre lo scrittore tendeva a diventare un perfetto regista del meccanismo narrativo, di cui elaborava attentamente la successione delle sequenze e l’attribuzione delle parti ai rispettivi interpreti. La cura per il montaggio del testo narrativo è tipica dell’opera di Poe, che espose il suo metodo nella recensione (1842) dei Racconti narrati due volte di Hawthorne.
Un altro maestro del racconto che influenzò intere generazioni di narratori fu lo statunitense Henry James, il quale ne espose i principi teorici nella prefazione all’edizione definitiva delle sue opere.
All’attenzione per l’introspezione psicologica dimostrata da Michail Lermontov si contrappone l’interesse per la vita nelle campagne russe descritta da Ivan Turgenev. Alla sovrapposizione di sogno e realtà presente nel Cappotto di Gogol’, le cui novelle mescolano elementi umoristici e grotteschi, si ricollega il racconto fantastico di Fëdor Dostoevskij Il coccodrillo. Un diverso filone narrativo emerse nella Morte di Ivan Il’ič di Lev Tolstoj (che fu tradotto in italiano da Tommaso Landolfi, egli stesso autore di raffinati racconti). Una sorridente malinconia affiora nella narrativa di Anton Čechov, che punta soprattutto alla rappresentazione dei caratteri dei personaggi.
Mentre Honoré de Balzac e Gustave Flaubert divennero famosi più per i romanzi che per i racconti, la narrativa di Prosper Mérimée trovò invece la sua dimensione ideale nelle storie brevi (fra cui Colomba, Carmen e Il vaso etrusco), che all’interesse per il mondo delle passioni uniscono uno stile distaccato. Alle Lettere dal mio mulino (1869) è legata la popolarità di Alphonse Daudet, che scrisse anche opere di intonazione naturalistica. Gli esempi più notevoli del naturalismo francese sono offerti dalle novelle di Guy de Maupassant che, con perfetto equilibrio compositivo, tracciano un dettagliato affresco della società francese di fine Ottocento.