| Racconto e novella | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 4. | Il Novecento |
Nel XX secolo la produzione di racconti si moltiplicò in tutto il mondo. Il filone grottesco e surreale di cui Franz Kafka fu tra i massimi rappresentanti ebbe in Italia ottimi sviluppi nelle raccolte di Massimo Bontempelli, Dino Buzzati e Tommaso Landolfi. L’interesse per problematiche psicologiche e sociali caratterizza invece i racconti di Italo Svevo, aperti alle esperienze della cultura europea attraverso le frequentazioni dell’autore con James Joyce, che in Gente di Dublino (1914) diede un’efficace rappresentazione della vita dei suoi concittadini. Fra gli esempi più significativi del Novecento italiano si segnalano i racconti di Carlo Emilio Gadda, Alberto Moravia, Cesare Pavese e Italo Calvino.
È nella narrativa statunitense che il racconto conobbe la sua massima fioritura. Agli inizi del secolo troviamo autori come Mark Twain, O. Henry (famoso per i paradossi e le conclusioni a sorpresa), Stephen Crane, Willa Cather e Sherwood Anderson, che in Winesburg, Ohio (1919) dimostrò come alla fragilità della trama possa corrispondere una migliore definizione dei caratteri. Molti racconti di Ernest Hemingway sono ricchi di dettagli apparentemente insignificanti, che invece contribuiscono a evidenziare le diverse sfumature degli stati psicologici. William Faulkner sondò i profondi recessi della mente umana delineando al tempo stesso i tratti di un Sud mitico.
Dopo la seconda guerra mondiale, fra i più raffinati autori statunitensi troviamo John Cheever e John Updike, noti per l’ironico distacco con cui descrissero la vita nelle periferie cittadine del Nord. Esperimenti narrativi d’avanguardia furono condotti da Kurt Vonnegut, Donald Barthelme e Joyce Carol Oates. L’opera di Raymond Carver si iscrive tutta nell’ambito del genere racconto, ed è soprattutto a lui – ma anche a Grace Paley e ad Ann Beattie – che negli anni Ottanta si ispirò un’intera generazione di giovani narratori (i cosiddetti “minimalisti”) quali David Leavitt, Jay McInerney, Bret Easton Ellis e Susan Minot.
La letteratura ebraica israeliana trova abbondanti fonti di ispirazione nelle tradizioni della letteratura yiddish, magistralmente interpretate dallo scrittore polacco naturalizzato statunitense Isaac Bashevis Singer.
La narrativa dell’Africa subsahariana interpreta spesso le difficili situazioni politiche e sociali dei paesi d’origine e le problematiche femminili in genere. È questo il caso della britannica Doris Lessing, nota per le sue Storie africane (1951). Altri interpreti di rilievo sono Es’kia Mphahlele e Nadine Gordimer, di cui si ricordano le raccolte Selected Stories (1976) e Qualcosa là fuori (1984).
La narrativa asiatica unisce raffinati richiami alle antiche tradizioni a moderne sperimentazioni formali, come avviene per i giapponesi Akutagawa Ryunosuke e Mishima Yukio, e l’indiano Rabindranath Tagore.
Nella narrativa della letteratura latinoamericana, un maestro riconosciuto del racconto è l’argentino Jorge Luis Borges, ma occorre anche ricordare il suo connazionale Julio Cortázar, la brasiliana Clarice Lispector e il colombiano Gabriel García Márquez.