| Trova nell'articolo | Accordatura | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Accordatura Sistema teorico che determina l’intonazione delle altezze prodotte da uno strumento musicale secondo una sensibilità che è frutto di norme culturali. Il termine “accordatura” indica inoltre l’operazione mediante la quale si ottiene la corretta intonazione di uno strumento musicale.
Base della definizione di accordatura, sia nella musica dell’antica Grecia che in quella dell’Europa medievale, è stata la teoria pitagorica, secondo la quale due note sono definite concordanti quando le loro frequenze formano rapporti matematici semplici come 2:1 (ottava), 5:4 (terza maggiore) e 3:2 (quinta). Quest'ultimo rapporto, la quinta 'giusta' o 'naturale', divenne il fulcro della teoria rinascimentale, ponendosi come base del sistema temperato, a cui si riferiscono ancora oggi le accordature della maggior parte degli strumenti occidentali.
| 2. | Temperamento equabile |
Intonando una serie di quinte a partire dal fa, si producono le sette note della scala di do maggiore, fa do sol re la mi si, e successivamente le cinque note fa# do# sol# re# la#, e infine mi# e si# (teoricamente identiche a fa e do: da cui il nome di circolo delle quinte dato a questa successione). Il si# pitagorico, però, è leggermente più alto del do iniziale, cosa che rende incompatibile il sistema con strumenti a intonazione fissa come il pianoforte; inoltre le terze, aumentate rispetto alla terza naturale, sono fortemente dissonanti. Il sistema che utilizza le quinte giuste funzionava per le melodie non armonizzate, cantate o eseguite con strumenti ad accordatura regolabile come gli archi.
Per utilizzare gli strumenti a intonazione fissa, queste scale ideali vennero 'temperate', ossia leggermente corrette. Nel temperamento equabile, adottato a partire dai primi anni del Settecento, l'ottava venne suddivisa in dodici intervalli perfettamente equidistanti. Tutte le quinte vennero quindi diminuite, in modo tale che il si#, al completamento del circolo delle quinte, fosse identico al do. Così facendo, la terza maggiore risulta leggermente aumentata e resa consonante. Con il temperamento equabile tutte le tonalità divengono intercambiabili, rendendo possibile qualsiasi tipo di modulazione, come viene dimostrato nei due libri di Il clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach, rispettivamente del 1722 e 1744.
Il fondamentale passaggio al temperamento equabile determinò la strutturazione delle altezze nel sistema tonale su cui si è basata la musica colta e, in parte, popolare occidentale fino ai giorni nostri. Diverse culture musicali adottano invece accordature differenti, che fanno spesso riferimento a frazioni di intervalli estranei alla concezione matematica pitagorica, ma coerenti ai propri sistemi armonici o modali, come nel caso della musica araba e asiatica.