| Trova nell'articolo | Amati, Nicolò | Articolo |
Amati, Nicolò (Cremona 1596-1684), liutaio italiano, maggiore rappresentante della famiglia vissuta nella città di Cremona nei secoli XVI e XVII.
Figlio di Girolamo, divenne il più noto liutaio della famiglia. I suoi strumenti, di straordinaria raffinatezza, possiedono la tavola e il fondo maggiormente arcuati rispetto ai modelli precedenti, e sono costruiti con legname scelto, dalle venature del tutto regolari. I fori sulla tavola sono di delicata fattura, ma fermi nel disegno, il riccio è ricamato con grazia e la vernice utilizzata è trasparente, ma al tempo stesso di un tono profondo e ricco. Il timbro di questi strumenti è dolce e leggero. Nicolò costruì i suoi violini seguendo solitamente uno schema che lo portava a elaborare strumenti di dimensioni non troppo grandi, anche se non mancano esempi di violini di dimensioni maggiori, oggi detti 'i grandi violini di Amati'. Costruì anche un buon numero di eccellenti viole e violoncelli. I grandi liutai Antonio Stradivari e Andrea Guarneri furono suoi allievi.
Capostipite della famiglia Amati e fondatore della scuola cremonese fu Andrea (1505/1510 ca.-1577/1580 ca.), uno dei primi liutai che contribuì a conferire una forma definita al violino. Antonio e Girolamo (rispettivamente 1540 ca. - 1600 e 1561-1630 ca.), figli di Andrea, lavorarono insieme presso la bottega del padre e raffinarono lo stile costruttivo di quest'ultimo. Girolamo creò anche uno strumento di dimensioni maggiori, con una caratteristica apertura di risonanza sulla tavola armonica. Girolamo Francesco (1649-1740), figlio di Nicolò, fu l'ultimo grande liutaio della famiglia.