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Idolatria Culto di un'immagine materiale che si ritiene abitata da un'entità sovrannaturale. La pratica è comune tra le popolazioni primitive ed era tipica anche di grandi civiltà antiche come quelle caldea (babilonese), egizia, greca, romana e indiana. Il culto degli idoli risulta essere una fase o un aspetto dell'evoluzione religiosa affine all'adorazione della natura, alla venerazione di oggetti personificati e all'animismo, la credenza in spiriti incarnati in oggetti materiali. Connessi agli idoli, oggetti di culto pubblico, sono i feticci privati o domestici impiegati nel culto personale. Anche il culto dei morti è collegato all'idolatria, e l'idea che dopo la morte lo spirito continui a esistere nel corpo o in qualche reliquia originò la pratica di collocare una statua del morto nella tomba o vicino a essa.
L'influenza delle culture babilonese ed egizia indusse la diffusione dell'idolatria tra le nazioni della Palestina, finché l'insegnamento dei profeti ebrei portò a totale abbandono degli idoli. L'Islam vieta la rappresentazione di qualsiasi vivente, per fini cultuali o meno. Nel cristianesimo un moderato culto delle immagini, per il quale tramite un'immagine ci si rivolge a una persona divina da essa separata, fu ammesso dal secondo concilio di Nicea nel 787 purché non venisse confuso con l'idolatria né portasse a essa.