Sudan
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Sudan
2. Territorio

Il territorio del Sudan, il paese più vasto del continente africano, può essere suddiviso in tre regioni fisiche: a nord un’area desertica sahariana, che copre circa il 30% del paese, lascia il posto alla regione semiarida del Sahel, caratterizzata da steppe, e ai bassi rilievi nel centro del paese; a sud si estende un’ampia regione, il Sudd, occupata da paludi e foreste pluviali. I pochi altipiani si trovano lungo la costa (Red Sea Hills) e nell’area centroccidentale (monti Nubah); le vette più alte del paese sono il vulcano estinto Jabal Marrah (3.088 m), che domina la regione del Darfur nell’estremo ovest, e il Kinyeti, a sud, presso il confine ugandese (3.187 m).

1. Idrografia

Con i suoi due rami che confluiscono a Khartoum, il Nilo Azzurro e il Nilo Bianco, e i loro tributari, il Nilo caratterizza in modo determinante la morfologia del paese. Il Nilo Bianco scorre dall’unione del Bahr al-Jabal con il Bahr al-Ghazal fino alla confluenza con l’altro braccio, formando così il Nilo vero e proprio. Il Nilo Azzurro, il maggiore per portata di acque, nasce nell’altopiano etiopico e attraversa la parte centrorientale del paese. Tra gli affluenti del Nilo il più importante è l’Atbara, che nasce a sua volta nell’altopiano etiopico. Gran parte del territorio sudanese consiste di una piatta pianura.

2. Clima

Il Sudan ha un clima tropicale continentale, con minime variazioni sulla costa dovute all’influsso climatico del Mar Rosso. Variazioni stagionali ed escursioni giornaliere sono estreme nelle zone desertiche, con temperature invernali che possono scendere a 4,4 °C e temperature estive che superano i 43,3 °C. Tempeste di sabbia, dette haboob, si verificano di frequente nei mesi più caldi prima delle piogge. Alte temperature e bassi tassi di umidità prevalgono anche al sud e nelle pianure centrali, causando siccità e carestie che hanno flagellato il paese; nell’estremo sud il clima equatoriale comporta al contrario eccessi di umidità e precipitazioni abbondanti.

3. Risorse naturali

La principale risorsa naturale del paese è rappresentata dalle acque del Nilo che rendono fertili i terreni. Vaste aree coltivabili si estendono nella regione compresa tra il Nilo e il suo affluente Atbara a est, e nella zona compresa tra il Nilo Azzurro e il Nilo Bianco, chiamata Gezira (arabo, “isola”), nel centro del paese. In quest’area, estensivamente irrigata, si coltiva principalmente il cotone. Altrettanto vaste sono anche le aree coperte da foreste di acacia, presenti soprattutto nel Sahel, da una varietà della quale si ottiene la gomma arabica. Il Sudan possiede inoltre piccoli giacimenti di minerali, tra i quali cromo, rame e minerali ferrosi. Il petrolio è stato scoperto nella regione sudoccidentale agli inizi degli anni Ottanta.

4. Flora e fauna

La vegetazione, scarsa nelle aree desertiche, copre le regioni centrali e le valli fluviali con estese foreste equatoriali sui rilievi. Abbondano vari tipi di acacia, baobab, mogano, ebano e altre varietà di legname pregiato; molto diffusi sono anche il papiro, il ricino e il ficus. Le foreste occupano il 27% (2005) della superficie territoriale.

La fauna abita le pianure e le regioni equatoriali, con abbondanza di mammiferi, come la giraffa, il leopardo, la gazzella; di scimmie, tra cui il babbuino; di rettili, alcuni dei quali velenosi; e di uccelli, molti dei quali trovano nel Nilo un punto di sosta nelle loro migrazioni. Un tempo nelle foreste meridionali erano diffusi gli elefanti, decimati ora dalla guerra civile. I corsi fluviali sono il regno dell’ippopotamo e del coccodrillo. La fascia equatoriale è infestata da insetti, tra cui la temibile mosca tse-tse, e nella maggior parte del territorio abbondano zanzare portatrici di malaria.

5. Problemi e tutela dell’ambiente

Tra i principali problemi ambientali del Sudan vi è la carenza di acqua pulita; il 70% (2004) della popolazione dispone di un rifornimento sicuro di acqua potabile. Il Sudan subisce periodiche carestie causate dalla siccità e aggravate dai numerosi conflitti civili tuttora in corso.

La popolazione del Sudan cresce a un tasso del 2,13% (2008) annuo e l’espansione degli insediamenti umani minaccia le foreste del paese. I combustibili tradizionali come la legna forniscono il 75,1% (1997) dell’approvvigionamento energetico del Sudan e la domanda di carbone di legna ha comportato l’abbattimento di molte foreste sudanesi. La deforestazione, l’eccessivo sfruttamento dei pascoli e le scarse pratiche di gestione del territorio accelerano il processo di desertificazione, mentre il Sahara invade terreno precedentemente coltivabile e coperto di boschi.

Il governo ha designato come aree protette il 4,7% (2007) del suo territorio, anche se il bracconaggio minaccia le popolazioni di animali in tutto il paese.

Il Sudan ha ratificato accordi internazionali a tutela della biodiversità, delle specie in via d’estinzione e dell’ozonosfera, e ha firmato trattati che limitano gli esperimenti nucleari. Il paese ha aderito alla Convenzione sui Siti Patrimonio dell’Umanità (World Heritage Sites) e alla Convenzione Africana sulla Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali. Il Sudan partecipa anche al Programma dell’UNESCO sull’Uomo e la Biosfera.