| Lega anseatica | Articolo | ||||
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| 3. | Potere politico |
Il più significativo atto politico della lega fu nel 1362 la dichiarazione di guerra contro la Danimarca, decisa come rappresaglia contro l'occupazione di Visby, sull'isola di Gotland. La vittoria conseguita nel conflitto si tradusse per la lega in una crescita di prestigio e di potere effettivo, grazie ai risarcimenti e alle concessioni territoriali imposte ai vinti nel 1370. Seguì un secolo di grande prosperità, con l'inaugurazione di nuove basi in Europa settentrionale, che assicurarono alla lega il controllo economico sulla regione.
La lega era retta democraticamente da una dieta composta dai delegati delle città che vi aderivano e non riuscì mai a darsi una struttura di governo centralizzata, ciò che con il tempo si rivelò un elemento di debolezza. Il processo di disgregazione iniziò alla fine del XV secolo, a causa del sorgere e del consolidarsi dei grandi stati nazionali, della 'scoperta' dell'America e delle conseguenti nuove rotte commerciali, nonché dell'accresciuta potenza navale di Olanda e Inghilterra, che nel 1589 sequestrarono sessantuno vascelli appartenenti alla lega nel corso di un conflitto che ne segnò il definitivo declino. Dopo la guerra dei Trent'anni, scoppiata nel 1618, la lega comprendeva ormai solo Lubecca, Brema e Amburgo, che la tennero in vita per altri quarant'anni circa.