Detective story
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Detective story
2. I classici della detective story

La creazione del genere poliziesco è attribuita allo scrittore statunitense Edgar Allan Poe, che con il personaggio di Auguste Dupin diede origine alla figura tipica del detective, poi ripresa da molti altri scrittori di polizieschi. Dupin comparve per la prima volta nel racconto I delitti della Rue Morgue (1841), seguito da altri come Il mistero di Marie Roget (1842), e La lettera rubata (1845). Originale nei metodi investigativi e nelle abitudini, Dupin fu sicuramente ispirato al famoso capo della Sûreté parigina, François-Eugène Vidocq. È, del resto, francese un altro dei padri fondatori del romanzo poliziesco moderno, Emile Gaboriau.

Per alcuni anni il genere venne scarsamente praticato; vi si cimentò Charles Dickens con Il mistero di Edwin Drood (1870), rimasto però incompiuto. Con il sergente Cuff di Wilkie Collins (La pietra di luna, 1868), il racconto poliziesco cominciò ad assumere dimensioni più ampie, ma fu Arthur Conan Doyle, l’inventore del famosissimo Sherlock Holmes, a conferire al genere una popolarità straordinaria. Holmes, che comparve per la prima volta nel 1887 (Uno studio in rosso), assomiglia molto al Dupin di Poe, e anche lui ha come testimone e narratore delle sue brillanti indagini un fedele amico, l’eternamente ingenuo dottor Watson.

Nonostante l’enorme successo riscosso da Sherlock Holmes (protagonista di quattro romanzi e cinquantasei racconti nella versione originale di Conan Doyle), l’autore se ne stancò ben presto e si dedicò ad altri generi letterari; tuttavia, il suo personaggio aveva ormai assunto vita autonoma, diventando protagonista di numerose avventure ancora oggi narrate da altri scrittori.

Sul tipo di Holmes vennero modellati molti altri personaggi: nei primi decenni del Novecento lo scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton diede vita alla figura di padre Brown, un prete-detective, mentre nel 1920, con Agatha Christie e il suo energico investigatore belga Hercule Poirot, cominciò il periodo più felice per il genere poliziesco. Negli Stati Uniti nacque la serie di Ellery Queen (pseudonimo dei due autori Frederic Dannay e Manfred Lee), mentre S.S. Van Dine narrava le avventure di Philo Vance ed Earl Derr Biggers creava il detective cinese Charlie Chan. Fra gli autori statunitensi degli anni Trenta spicca Rex Stout con il detective-gourmet Nero Wolfe, mentre in Francia Georges Simenon creò il commissario Maigret, che inaugurava un genere di inchiesta a sfondo psicologico e sociale condivisa e teorizzata, in quegli stessi anni, dalla coppia Boileau-Narcejac, grandi romanzieri e teorici del genere.

A partire da Conan Doyle si era diffusa fra gli autori di polizieschi una nuova consapevolezza della specificità di un genere letterario che presentava caratteri ben distinti dalle altre opere di crimine e mistero, e inoltre la tendenza a dare più importanza all’enigma che all’episodio criminale in se stesso. Nell’intento di depistare il lettore, si cominciarono allora a elaborare casi sempre più intricati e ingegnosi in cui il colpevole era proprio il più insospettabile; in questo genere di storie si distinsero, oltre ad Agatha Christie, scrittori come Margery Allingham, Michael Innes e Ngaio Marsh.