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| 3. | Il poliziesco d’azione |
Intanto, negli anni Venti, nasceva in America un nuovo tipo di racconto poliziesco, i cui protagonisti avevano le maniere forti e il linguaggio sbrigativo degli eroi dei fumetti. Fra gli scrittori che tendevano ad abbattere le barriere fra il genere “alto” della narrativa poliziesca e quello più popolare del giallo o della letteratura di spionaggio vi furono Erle Stanley Gardner, creatore del famoso avvocato Perry Mason, Dashiell Hammett, con i suoi Nick Charles, Sam Spade e con la figura del private eye, e Raymond Chandler, il cui personaggio, Philip Marlowe, divenne ben presto un classico destinato a fare scuola. In questo genere di racconti gli investigatori sono dei duri che lavorano per denaro e non per divertimento intellettuale, e gli omicidi non avvengono più soltanto nei salotti, ma in vicoli malfamati e locali di dubbia fama.
Negli anni Cinquanta cominciò invece a diffondersi un tipo di racconto che riproduceva i metodi con cui veri poliziotti affrontavano la risoluzione di crimini realmente commessi. Diversamente da quanto avveniva nel poliziesco tradizionale, il lettore partecipava alle indagini svolte da protagonisti non particolarmente geniali o brillanti, ma semplicemente abituati a usare sistemi investigativi. In questo campo emersero autori come John Creasey, che con lo pseudonimo di J.J. Marric raccontava le avventure di Gideon di Scotland Yard; Ed McBain (pseudonimo di Evan Hunter), e Dorothy Uhnak, ex agente della polizia di New York, che in un genere fino ad allora tutto maschile introdusse il personaggio della poliziotta Christie Opara.
Nella narrativa italiana il genere poliziesco, pur non godendo di una tradizione consolidata, ha tuttavia prodotto risultati di particolare interesse, come nel caso di Carlo Emilio Gadda. Lo scrittore milanese, che già negli anni Venti usava l’aggettivo “conandoyliano” come sinonimo di “interessante”, nel suo romanzo Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957), rielaborò in maniera tutta personale la tradizionale struttura del giallo, anche attraverso particolari espedienti linguistici. Un fenomeno simile avviene nei romanzi di Leonardo Sciascia, che attraverso i meccanismi dell’indagine poliziesca mettono in evidenza questioni di interesse sociale relative alla mafia o alla corruzione politica. Autori di romanzi polizieschi sono inoltre Giorgio Scerbanenco, Renato Olivieri, inventore del commissario Ambrosio, e Andrea Camilleri, diventato popolare con le inchieste del commissario siciliano Salvo Montalbano.