Inca
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Inca
2. Cenni storici

Gli inca costituivano originariamente una tribù guerriera che abitava le regioni degli altipiani nel sud della cordigliera peruviana. Secondo la leggenda, il primo imperatore, Manco Cápac, era stato mandato sulla Terra dal padre, il Sole, intorno al XII secolo dell'era cristiana e si era stabilito a nord del lago Titicaca (dove sorge Cuzco): qui per circa trecento anni gli inca si scontrarono con le tribù vicine – i chanca, i colla, i lupaca e altri – imponendo e subendo razzie e tributi, ma senza dar vita a un vero e proprio regno.

1. L'espansione dell'impero

La nascita dell'impero inca, sulla spinta di una notevole espansione del territorio controllato dai suoi guerrieri, iniziò durante il regno dell'ottavo sovrano, Viracocha, vissuto all'inizio del XV secolo, e fu proseguita sotto suo figlio Pachacuti fino alla conquista dell'intero bacino del Titicaca. Attorno al 1437 i possedimenti inca si estendevano per quaranta chilometri oltre l'area di Cuzco, inglobando i territori dei mochica, dei nazca, degli huari, popolazioni assoggettate dalle quali gli inca assorbirono pratiche agricole, cultura e religione. Il figlio di Pachacuti, Topa, arrivò a sottomettere, a nord, il potente regno costiero dei chimú, ancor prima di salire al trono nel 1471, quando cominciò a spingersi invece lungo le Ande meridionali.

2. Le lotte dinastiche

Nel 1525, sotto il regno di Huayna Cápac, succeduto a Topa nel 1493, l'impero comprendeva le terre dall'attuale Colombia meridionale, attraverso gli odierni Ecuador, Perú e Bolivia, fino a Cile e Argentina: 300 chilometri in longitudine e 3000 in latitudine, con oltre dieci milioni di sudditi. Alla morte di Huayna Cápac, nel 1527, si scatenò una durissima lotta per la successione tra i suoi figli, Huáscar e Atahualpa, padroni l'uno dei territori meridionali dell'impero, con capitale Cuzco, e l'altro di quelli settentrionali, con capitale Quito, fondata dal padre proprio per far fronte alle difficoltà di amministrare gli ampi domini del Nord. Ne uscì vincitore Atahualpa, che fece uccidere il fratello, ma che tuttavia non riuscì a farsi riconoscere imperatore.

3. La conquista spagnola

La guerra civile aveva indebolito fortemente l'impero, che diventò facile preda dei conquistadores spagnoli giunti nel 1532 sotto il comando di Francisco Pizarro. Di fatto gli inca non opposero grande resistenza, convinti della natura divina degli invasori e vittime della struttura fortemente centralizzata dell'impero, per cui Pizarro poté ottenerne il pieno controllo semplicemente catturando Atahualpa: questi offrì una stanza piena d'oro come prezzo del proprio riscatto, ma nonostante ciò nel 1533 venne fatto strangolare.

La struttura dell'impero inca sopravvisse tuttavia ancora per qualche tempo in coabitazione conflittuale con la struttura amministrativa creata dagli spagnoli in Perù fin dal 1535. Sul trono si succedettero gli inca Manco Capac II (1536-1545), suo figlio Sayri Tupac (1545-1560) e Titu Cusi (1560-1571). Il successore di quest'ultimo, Túpac Amaru, quando ormai lo splendore e la potenza d'un tempo erano un ricordo, effettuò un estremo tentativo di ribellione contro gli stranieri oppressori, ma, catturato, venne impiccato nel 1572. Privo ormai di un capo, l'impero si sgretolò rapidamente, benché numerosi continuassero a essere i tentativi di insurrezione nei confronti dei conquistatori, che tuttora, pur in forme nuove, contrappongono in America latina indios a creoli, non a caso talvolta ancora in nome di Túpac Amaru (vedi Tupamaros).