| Lingua italiana | Articolo | ||||
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| 3. | Caratteristiche fonetiche e fonologiche |
L'italiano possiede sette vocali in posizione tonica, cioè in sillaba accentata: i, é (e chiusa, come in 'sera'), è (e aperta, come in 'testa'), a, ò (o aperta, come in 'forte'), ó (o chiusa, come in 'molto'), u; e cinque vocali in posizione atona (cioè in una sillaba su cui non cade l'accento) dove si perde la differenza fra i due gradi di apertura di e e o. Una tale distribuzione deriva dal sistema vocalico del latino, che però non conosceva la distinzione fra vocali aperte e chiuse, bensì quella fra brevi e lunghe; lo schema evolutivo fu il seguente:
ī > i; ĭ, ē > é; ĕ > è; ā, ă > a; ŏ > ò; ō, ŭ > ó, ū > u.
Rispetto a questa evoluzione normale, che è tipica di molte lingue romanze, l'italiano presenta poi qualche esito particolare, come ad esempio il dittongamento di u e o latine, che in sillaba aperta passarono a ie, uo: così si ebbe pede (m) > 'piede' (e non 'pede', come ci si aspetterebbe), oppure bona (m) > 'buona' (e non 'bona').
L'italiano dispone poi di un sistema a 21 consonanti: le occlusive p, t, b, d, k (scritto c davanti ad a, u, o; ch davanti a i, e), g (”duro”, scritto g davanti ad a, u, o; gh davanti a i, e), le fricative f, v, s (sorda come in 'sole'), s (sonora come in 'rosa' ), sc (come in 'scena'); le affricate z (sorda, come in 'azione'), z (sonora, come in 'zero'), c ('dolce', scritto c davanti a i, e; ci davanti a, u, o), g (”dolce”, scritto g davanti a i, e; gi davanti ad a, u, o); le nasali n, m, gn (come in 'ragno'); le laterali l, gl (come in 'raglio'), la vibrante r. Inoltre esistono le semivocali i (come in 'ieri') e u (come in 'uomo').
La corrispondenza fra alfabeto e struttura consonantica non è sempre perfetta (i 21 suoni differenti sono indicati tramite 16 lettere), anche se lontana dall'approssimazione di altre lingue come l'inglese o il francese. L'impianto consonantico rispecchia in gran parte quello latino, anche se evoluzioni particolari si sono avute per determinati gruppi consonantici (ad esempio, il latino non conosceva il suono c di 'cesto', o gl di 'aglio' o sc, o gn: tutte queste consonanti sono sorte in seguito a complesse evoluzioni fonetiche verificatesi nel periodo che va dal IV all'VIII secolo d.C.).