Lingua italiana
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Lingua italiana
4. Caratteristiche morfologiche

La morfologia dell'italiano si caratterizza per la presenza di due declinazioni: la prima segue il modello di 'lup-o/lup-i' per il maschile e 'cas-a/cas-e' per il femminile; la seconda si comporta ugualmente nel maschile e nel femminile, come in 'dottor-e/dottor-i' (maschile) e 'lepr-e/lepr-i' (femminile). Un piccolo gruppo di nomi maschili presenta la serie '-a/-i' ('poeta/poeti'). Alcuni nomi sono indeclinabili, in genere monosillabi o tronchi ('pietà', 're') e altri sono caratterizzati da un doppio plurale (in '-i' e in '-a') per indicare quantità plurali o collettive: ad esempio 'labbro/labbri/labbra', 'muro/muri/mura'.

Anche gli aggettivi partecipano di queste declinazioni: ad esempio 'alto/alti/alta/alte' segue la prima, ma 'forte/forti', equivalente per maschile e femminile, segue la seconda. La declinazione pronominale distingue in alcune forme tra la funzione di soggetto e di complemento ('io/me/mi', 'tu/te/ti', 'egli/lui/lo'). Vedi Genere; Numero.

Per quanto riguarda il verbo, l'italiano dispone di quattro (talvolta considerate tre) coniugazioni, terminanti in '-are', '-ere' atono (come in 'crédere'), '-ere' tonico (come in 'vedére'), '-ire'. Caratteristiche del verbo italiano sono la grande ricchezza di modi e tempi e la presenza di tempi semplici (come 'vidi') e perifrastici, composti con il participio passato (come 'ho visto').

Altro tratto peculiare dell'italiano, che per abbondanza e vitalità trova pochi confronti nelle lingue europee, è la notevole ricchezza di parole derivate tramite l'impiego dei suffissi, siano questi aggiunti a nomi ('libr-one'), ad aggettivi ('bell-occio'), ad avverbi ('poch-ino') o a verbi ('rid-acchiare').