| Trova nell'articolo | Società delle Nazioni | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Società delle Nazioni Organizzazione sovranazionale per il mantenimento della pace e della sicurezza, con sede a Ginevra; fondata nel 1919, fu attiva dal 1920 al 1946, anno in cui venne istituita l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Fra i compiti della Società rientravano anche la promozione della cooperazione internazionale tra gli stati membri e la soluzione delle controversie internazionali; vi appartennero in totale 63 stati, di cui solo 31 per l'intero periodo di attività.
| 2. | Il patto istitutivo della Società delle Nazioni |
Il primo progetto di un'associazione generale di stati si deve al presidente statunitense Woodrow Wilson, che nel 1918 ne tracciò il profilo inserendolo come uno dei quattordici punti del programma degli Alleati per la prima guerra mondiale. Tale nucleo venne poi utilizzato per la stesura del patto istitutivo della Società e incluso nel trattato di Versailles e negli altri trattati che nel 1919 segnarono la conclusione del conflitto.
Voluto per iniziativa statunitense, il trattato istitutivo non fu però mai ratificato dal Senato degli Stati Uniti che rifiutava il testo dell'articolo X, con cui si prevedeva l'intervento congiunto delle potenze aderenti alla Società in caso di aggressione a una di esse; la mancata partecipazione statunitense alla Società fu certamente una delle cause del sostanziale fallimento dell'organizzazione.
| 3. | La struttura della Società delle Nazioni |
L'apparato prevedeva un'Assemblea, convocata regolarmente a Ginevra in settembre, un Consiglio, riunito tre volte all'anno per definire le questioni politiche, e un Segretariato; i membri del Consiglio si distinguevano in 'permanenti' (Francia, Gran Bretagna, Italia; in seguito anche Germania e Unione Sovietica) e 'non permanenti', eletti dall'Assemblea; le delibere potevano essere prese solo all'unanimità, secondo un procedimento rigorosamente democratico ma quantomai inefficiente sul piano operativo. Oltre al Segretariato, garante della continuità amministrativa, furono create la Corte permanente di giustizia internazionale, divenuta poi Corte internazionale di giustizia, e l'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), entrambe ancora in attività.
| 4. | Il coinvolgimento mondiale |
Uno dei primi compiti della Società fu la gestione dei territori appartenuti dall'inizio della prima guerra mondiale alle ex colonie tedesche e turche; il controllo di queste aree fu affidato con un sistema di mandati, differenziati in base al livello di sviluppo dei territori, conferiti ai paesi membri dell'organizzazione.
La Società propugnò inoltre un nuovo concetto di sicurezza collettiva contro l'uso della minaccia di guerra, basato sull'impegno a risolvere le controversie internazionali con arbitrati o al cospetto della neonata Corte permanente di giustizia internazionale; tuttavia la sua insoddisfacente applicazione non riuscì a impedire lo scoppio di molti conflitti locali e di una seconda guerra a livello mondiale.
Fra i meriti della Società delle Nazioni vanno ricordati alcuni successi sul piano della lotta al traffico internazionale di stupefacenti e alla prostituzione, nella difesa dei rifugiati della prima guerra mondiale e in campo sanitario. Riuscì inoltre a sedare le dispute tra Finlandia e Svezia sulle isole Åland nel 1921 e tra la Grecia e la Bulgaria in materia di confini nel 1925.
Le grandi potenze continuarono tuttavia a gestire i propri interessi in dispregio delle indicazioni societarie, come dimostrano l'occupazione francese della Ruhr e l'occupazione italiana di Corfù, entrambe del 1923. L'incapacità di fermare il conflitto cino-giapponese del 1931 fu un'ulteriore sconfitta per la Società, dalla quale, con l'avvento del regime nazionalsocialista, si ritirarono il Giappone e, nel 1933, la Germania (che vi aveva aderito nel 1926). Gli interventi dell'organizzazione fallirono il proprio scopo anche durante lo scontro tra Bolivia e Paraguay per il Gran Chaco (1932-1935; vedi Guerra del Chaco) e quando si trattò di contrastare la conquista italiana dell'Etiopia (vedi Guerra d’Etiopia), intrapresa nel 1935 dal regime fascista.
Si rivelò infine impotente nel prevenire l'aggressione tedesca alla Cecoslovacchia nel 1938 e più in generale l'espansione tedesca fra il 1938 e il 1939, eventi che fecero precipitare la situazione internazionale verso la seconda guerra mondiale, limitandosi invece a espellere nel 1939 l'URSS, membro dal 1934. Dal 1940 la sede di Ginevra e il Segretariato divennero pressoché inefficienti e alcune unità di servizio furono trasferite in Canada o negli Stati Uniti. Nel 1946 mise ai voti la propria dissoluzione, cedendo beni e servizi alle Nazioni Unite.