| Anellidi | Articolo | ||||
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| 2. | Caratteristiche fisiche |
Sebbene gli anellidi presentino forme diverse, i policheti – considerati il ceppo ancestrale dell’intero phylum – possono servire da esempio della struttura anatomica dell’intero gruppo. I caratteri specifici delle altre due classi vengono trattati a parte.
| 1. | Policheti |
Il corpo dei policheti è allungato e vermiforme, a sezione circolare e caratterizzato da simmetria bilaterale. La bocca, in alcuni casi munita di mascelle, si apre nell’estremità anteriore; l’ano in quella posteriore. Il corpo è costituito da una serie di segmenti identici ripetuti, detti metàmeri, separati esternamente da solchi e internamente da setti. Ogni metamero si apre all’esterno con uno o due pori connessi con gli organi escretori, detti nefridi.
Lateralmente, nella maggior parte delle specie, i segmenti presentano delle appendici per la locomozione dette parapodi, munite di setole dette sete o chete; da qui deriva il nome della classe, “policheti”, che significa “molte chete”. Il liquido di cui è riempita la cavità corporea (celoma) conferisce al corpo un certo sostegno, fungendo come una sorta di idroscheletro, oltre che un certo grado di flessibilità.
L’intestino è un tubo diritto che attraversa il corpo dell’animale dal primo all’ultimo segmento. Il sistema nervoso, relativamente semplice, è costituito da una piccola massa pseudo-cerebrale nella zona cefalica, al di sopra dell’esofago, e da una catena di gangli nervosi che si snoda lungo tutta la parte ventrale dell’animale, con due gangli per ogni metamero. Gli organi di senso sono scarsamente sviluppati; il capo porta occhi e palpi o tentacoli.
Il sistema circolatorio comprende un lungo vaso dorsale capace di contrarsi, che funge da cuore, e un altrettanto lungo vaso ventrale, connesso al primo per mezzo di una coppia di vasi trasversali per ogni metamero. Non esistono invece, in generale, organi dedicati alla respirazione, che consiste per gli anellidi in un semplice scambio di gas attraverso la cute; solo in alcune specie lo scambio è localizzato in strutture specializzate simili a branchie, situate in corrispondenza dei parapodi.
| 2. | Oligocheti |
Gli oligocheti, il cui rappresentante più noto è il comune lombrico, sono privi di parapodi e hanno un numero minore di sete rispetto ai policheti. Queste ultime hanno la funzione di far presa nel terreno, mentre l’animale procede con un movimento a fisarmonica, consentito da due strati di muscoli disposti in modo longitudinale e trasversale rispetto all’asse del corpo. Il corpo è adattato alla vita nell’ambiente ipogeo: è rivestito da una pellicola esterna detta cuticola, mantenuta umida da muco appositamente secreto, e inoltre il capo non ha occhi, né palpi.
| 3. | Irudinei |
Gli irudinei, meglio noti come sanguisughe, sono costituiti da un numero fisso di metameri, pari a 34. Mentre nelle altre due classi, ai solchi visibili esternamente sulla cute corrispondono internamente i setti che separano i metameri, negli irudinei questa corrispondenza non vale e il numero di segmenti apparenti è generalmente superiore a 34. Il primo e l’ultimo metamero recano delle ventose, utilizzate per aderire saldamente al substrato e per la locomozione “a compasso”; solitamente privi di sete, le sanguisughe si spostano infatti nuotando con movimenti sinuosi o attaccando e staccando in modo alternato le due ventose mentre allungano e contraggono il corpo.
Il sistema digerente è adattato alla funzione di parassiti ematofagi (si nutrono del sangue di animali superiori) degli irudinei: l’apparato boccale può essere munito di mascelle o di proboscide e comprende delle ghiandole salivari che secernono una sostanza, chiamata irudina, capace di impedire la coagulazione del sangue dell’ospite; in questo modo la sanguisuga può succhiare e digerire il sangue con tutta calma.