Il Cairo
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Il Cairo
3. Storia

Il nucleo originario della città del Cairo fu Al-Fustat (639), accampamento arabo eretto nei pressi di un forte romano. L’instaurazione di un potere autonomo a opera dei Fatimidi portò nel 969 alla fondazione di una nuova città, chiamata Al-Qahira (“la Vittoriosa”), sito del Cairo odierno. Oltre alla cinta muraria e alle tre porte fatte erigere dai Fatimidi, risalgono a questo periodo le moschee di al-Azhar e di al-Hakim. Sia gli Ayyubiti sia i Mamelucchi scelsero Il Cairo quale capitale del loro regno, arricchendola di edifici, soprattutto religiosi. Nel 1517 la città passò sotto la dominazione ottomana, proseguita sino al 1798, anno dell’occupazione francese a opera di Napoleone.

Nel 1801 fu restaurato il governo ottomano e quattro anni dopo il potere venne conquistato da Muhammad Alì, che fece costruire la moschea che porta il suo nome. I finanziamenti concessi dalle nazioni straniere per costruire il canale di Suez posero l’Egitto sotto l’influenza coloniale e, dalla fine del XIX secolo fino al primo dopoguerra, il paese fu governato dalle autorità britanniche, pur rimanendo formalmente sottoposto alla sovranità ottomana. Ottenuta l’indipendenza nel 1922, Il Cairo ha conosciuto un momento di enorme sviluppo demografico nel periodo compreso tra i due conflitti mondiali e, anche grazie al ruolo svolto dal paese in politica estera negli ultimi decenni, ha recuperato l’antico prestigio sul mondo musulmano, testimoniato con la scelta della città quale sede della Lega araba.

Abitanti: 7.500.000 (2003).