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| 5. | Calendari religiosi |
Il calendario ufficiale della Chiesa è una tabella che riporta festività e ricorrenze liturgiche fisse, come il Natale, e mobili, come la Pasqua. Dopo la Riforma, la Chiesa luterana tedesca mantenne il calendario romano e così fecero anche la Chiesa d'Inghilterra e alcune altre chiese anglicane. Il calendario della Chiesa episcopale protestante mantenne solo le feste che avevano origine scritturale. Le principali feste e i tempi liturgici osservati dalla maggior parte dei cristiani sono, nell'ordine, Avvento, Natale, Epifania, Quaresima, Pasqua, Ascensione, Pentecoste e Domenica della Santissima Trinità.
Il calendario giudaico, derivato dall'antico calendario ebraico, è basato su mesi lunari di 29 e 30 giorni; un mese supplementare viene intercalato ogni tre anni, secondo un ciclo di 19 anni. Attualmente è il calendario ufficiale dello stato di Israele ed è usato dagli ebrei in tutto il mondo come calendario religioso. Il punto di partenza della cronologia ebraica è l'anno 3761 a.C., data della creazione del mondo secondo la descrizione dell'Antico Testamento.
Tra i maggiori calendari religiosi è da citare il calendario musulmano, usato in molti paesi di religione islamica. Il conto degli anni, costituiti da 12 mesi lunari, inizia con la fuga di Maometto dalla Mecca avvenuta nel 622 (vedi Egira). Trent'anni formano un ciclo nel quale il 2°, 5°, 7°, 10°, 13°, 16°, 18°, 21°, 24°, 26° e 29° anno sono anni bisestili di 355 giorni; gli altri sono anni comuni di 354 giorni. La data del calendario musulmano corrispondente a una data del calendario gregoriano si può calcolare con la seguente regola, con l'errore massimo di un giorno: si moltiplica l'anno musulmano per 0,970224 e si aggiunge 621,5774. La parte del risultato a sinistra della virgola è l'anno cristiano, e la parte decimale moltiplicata per 365 è il giorno dell'anno.