| Emirati Arabi Uniti | Articolo | ||||
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| 2. | Territorio |
Il territorio, la cui altitudine media non raggiunge i 150 metri, è quasi interamente occupato da un bassopiano desertico – costituito perlopiù da sabbia e inframmezzato da vaste distese saline – fatta eccezione per i monti di Al-Hajar lungo il confine con l’Oman, che si innalzano sino a una quota di circa 1.000 metri. Le frastagliate coste lungo il golfo Persico, caratterizzate da fondali estremamente bassi, sono fronteggiate da numerose isole, mentre gli unici porti naturali (come Khawr al-Fakkan e Kalba) si trovano sul breve cordone litoraneo prospiciente il golfo di Oman. Gli Emirati Arabi Uniti e l’Iran rivendicano la sovranità sulle isole Abu Musa, Tunb as Sughrá e Tunb al Kubrá, situate nel golfo Persico.
| 1. | Clima |
Il clima è caldo e si distingue per le notevoli escursioni termiche; le temperature medie variano dai 18 °C di gennaio ai 33 °C di luglio, con picchi anche maggiori nelle zone dell’interno. Le precipitazioni si concentrano nelle regioni costiere e non superano i 100 mm annui.
| 2. | Flora e fauna |
Le condizioni climatiche costituiscono un forte ostacolo alla crescita della vegetazione, che è in prevalenza arbustiva. Nelle oasi e nelle altre aree provviste di riserve idriche vengono coltivati alberi da frutto, come palme da datteri e manghi, insieme a cereali come frumento e miglio, agrumi e pomodori. La fauna locale include la iena, la volpe, il gatto selvatico, la gazzella, l’antilope e diverse specie di uccelli.
| 3. | Problemi e tutela dell’ambiente |
Il suolo degli Emirati Arabi Uniti è soggetto a un processo di desertificazione e meno del 3% della superficie complessiva si presta a essere coltivato. Nel 2005 il 3,7% del territorio era coperto da vegetazione.
Tra i principali problemi ambientali degli Emirati c’è l’inquinamento atmosferico. Il paese infatti produce il 100% (2003) dell’energia elettrica per mezzo di centrali che bruciano combustibili fossili e liberano nell’atmosfera grandi quantità di sostanze inquinanti. Le emissioni di anidride carbonica raggiungono uno dei più alti tassi pro capite al mondo, pari a 33,40 tonnellate nel 2003; lo stesso si può dire dei consumi di petrolio pro capite, con 43,3 barili all'anno (2003). Negli Emirati Arabi Uniti non vi sono riserve rinnovabili di acqua dolce: quasi tutta l’acqua di uso domestico proviene da impianti di dissalazione.
Il governo ha sottoscritto accordi internazionali sull’ambiente in materia di mutamento climatico, desertificazione, smaltimento di rifiuti nocivi, eliminazione degli scarichi in mare, specie a rischio d’estinzione e protezione dell’ozonosfera.