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Deserto del Sahara
1. Introduzione

Deserto del Sahara Vasta regione desertica dell'Africa settentrionale: in particolare il termine indica la fascia di terre aride che si estende dall'oceano Atlantico al Mar Rosso. È il più grande deserto del mondo: si estende per circa 1.600 km da nord a sud, per 5.150 km da est a ovest, e ha una superficie complessiva di 9,1 milioni di km², dei quali circa 207.000 occupati dalle oasi. In tempi recenti il Sahara settentrionale ha assunto una considerevole importanza economica grazie alla scoperta di estesi giacimenti di petrolio in Algeria e in Libia.

2. Limiti e confini

I confini del Sahara sono costituiti dall'oceano Atlantico a ovest, dai monti dell'Atlante e dal mar Mediterraneo a nord, dal Mar Rosso a est, dal Sahel (termine arabo che significa 'sponda', orlo del deserto) a sud; questi confini, tuttavia, non sono chiaramente definiti e si sono modificati nel corso di millenni a causa dei mutamenti climatici e degli interventi umani.

3. Regioni naturali

Il Sahara occidentale, i massicci montuosi dell'Hoggar e del Tibesti, nel Sahara centrale, e il deserto libico costituiscono delle regioni geograficamente distinte all'interno del grande deserto.

1. Il Sahara occidentale

Il Sahara occidentale è una superficie tabulare caratterizzata da terreni desertici rocciosi (serir e hamada) e sabbiosi (erg), con dune di altezza variabile; non presenta acque superficiali e le precipitazioni sono quasi inesistenti. Vi sono tuttavia falde d'acqua sotterranee che in alcuni punti riaffiorano in superficie, consentendo la vita a piccole oasi, situate perlopiù ai piedi di tavolati di rocce sedimentarie, che vanno dal Paleozoico al Neozoico.

2. L’altopiano centrale

L'altopiano centrale del Sahara si estende per circa 1.600 km in direzione nord-ovest sud-est; si mantiene a un'altezza media compresa tra i 600 e i 700 metri, ma include catene e massicci montuosi di origine vulcanica, che s'innalzano fino ai 3.000 metri (come il monte Emi Koussi, 3.415 m, nel Tibesti o il monte Tahat, 3.003 m, nell'Hoggar). Sebbene le precipitazioni siano scarse, in alcune vette del Sahara centrale si possono avere d'inverno precipitazioni nevose.

3. Il deserto libico e i deserti egiziani e sudanesi

Il deserto libico, esteso tra la Libia, l'Egitto e il Sudan settentrionale, è considerato la sezione più arida del Sahara, anche se non mancano le oasi, seppure rare. La regione è caratterizzata da formazioni sabbiose, con allineamenti di dune, in molti casi alte più di 120 metri. La valle del Nilo e la regione montuosa del deserto di Nubia, a est del Nilo, sono considerate parti del Sahara, ma in queste zone l'irrigazione ha trasformato il suolo desertico in un terreno fertile e coltivabile.

4. Geologia e morfologia

Il Sahara, da un punto di vista morfologico, è una piattaforma tabulare paleozoica con un'altitudine media compresa tra i 400 e i 500 metri, coperta qua e là da formazioni più recenti, del Mesozoico e del Neozoico. Alle superfici tabulari, sopraelevate, si alternano depressioni, più o meno ampie e pronunciate; alcune di esse si situano a quote al di sotto del livello del mare, come quelle dell'Egitto e dell'Algeria (ad esempio, la depressione di Qattâra a -133 m).

Le formazioni rocciose sono in genere notevolmente erose sia a opera degli agenti normali in epoche in cui il clima era diverso da oggi, sia, attualmente, a opera dei fattori termici disgreganti e del vento, la cui azione è particolarmente potente nel Sahara, data l'assenza di vegetazione.

5. Clima e vegetazione

Il clima è uniformemente arido: in molte zone le precipitazioni annue non superano i 100 mm e in alcune non piove affatto per decenni. L'escursione termica è considerevole: si va da temperature al di sotto dello zero durante la notte e alle quote elevate fino a oltre 54 °C durante il giorno, specialmente nelle aree occidentali e centrali. L'idrografia superficiale è rappresentata da fiumi fossili, dai cosiddetti uadi (in arabo wadi), letti fluviali asciutti che diventano corsi d'acqua in occasione delle piogge.

Il Sahara non è del tutto privo di vegetazione. Essa si trova eccezionalmente nelle oasi (dove crescono soprattutto palme da datteri, alla cui ombra si coltivano ortaggi, cereali e alberi da frutto) e più normalmente nelle depressioni, dove si accumulano le acque piovane, rappresentata da piante arbustive e spinose. Accanto alle oasi originarie, sorte là dove vi era una presenza d'acqua, vi sono oasi più recenti, artificiali, create mediante l'estrazione dell'acqua da falde anche molto profonde.

6. Fauna

Tra gli animali che vivono nel deserto, si ricordano la gazzella, l’antilope, lo sciacallo, la volpe del deserto (fennec) e la iena; il deserto libico, invece, è del tutto privo di vegetazione e di vita animale.

7. Il popolamento del Sahara

Il Sahara, in tempi antichi, almeno sino a 3.000-4.000 anni fa, aveva un clima diverso, più umido, e un territorio adatto alla pastorizia e all'agricoltura (già 8.000 anni fa vi si coltivava il miglio); poi, con l'aumento graduale dell'aridità e del processo di desertificazione, le popolazioni che lo abitavano si sono spostate verso il Sahel e si sono raccolte nelle oasi, dove erano possibili le pratiche agricole. Oggi nel Sahara si registrano densità umane dell'ordine di uno o due abitanti per km², per un totale di 9-10 milioni di abitanti. Politicamente il Sahara è compreso nei territori di alcuni stati: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Mauritania, Mali, Niger, Ciad e Sudan.

1. Le vie carovaniere

Sebbene il Sahara possa apparire come un ostacolo naturale alle comunicazioni, in realtà non ha mai assunto questa caratteristica, anzi è vero il contrario: il commercio transahariano iniziò già nel primo millennio a.C. collegando le sponde mediterranee con il Sudan, l'Africa nera. Nuovo impulso agli scambi fu dato dai cartaginesi nel III secolo a.C. e dai romani tre secoli più tardi. Ma soprattutto fu l'impiego del dromedario come mezzo di trasporto a incrementare i viaggi transahariani; le vie carovaniere che attraversavano il deserto e mettevano in comunicazione i porti del Mediterraneo con l'Africa centroccidentale e le città mercantili degli imperi sudanesi divennero sempre più importanti a partire dall'VIII secolo, con la crescita della potenza araba, e raggiunsero l'apice tra il XIII e il XVI secolo. Le merci che venivano trasportate erano soprattutto oro, sale, pepe, armi, abiti, avorio e cuoio; era inoltre praticata la tratta degli schiavi. In senso inverso andavano tessuti, armi, manufatti di vario genere. L'arrivo degli europei sulla costa occidentale dell'Africa indebolì il commercio transahariano, fino a determinarne la fine nel corso del XIX secolo. In seguito a ciò decaddero le città che erano state splendidi capolinea dei traffici attraverso il deserto, come Timbuctu, Oualata, Kuka ecc.