Babilonia
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Babilonia
3. La città neobabilonese e il suo declino

Nabopolassar fondò la dinastia detta “neobabilonese” e suo figlio Nabucodonosor II estese il regno fino alla Palestina e alla Siria. Babilonia ebbe allora nuovi templi e fastosi palazzi, lunghe mura, porte fortificate e vie lastricate; era la più grande città del mondo e si estendeva per più di mille ettari.

L’impero neobabilonese fu però di breve durata. Nel 539 a.C., infatti, il re persiano Ciro il Grande conquistò Babilonia. Sotto i persiani la città fu per breve tempo residenza del principe ereditario, finché una rivolta locale, nel 482, non indusse Serse I a radere al suolo i templi e le ziggurat, e a fondere la statua del dio patrono Marduk.

Alessandro Magno conquistò la città nel 330 a.C. e progettò di ricostruirla come capitale di un vasto impero, ma morì prima di poter realizzare i suoi piani. Dopo il 312 a.C. Babilonia fu per qualche tempo capitale dei Seleucidi, che si erano installati come successori di Alessandro. Tuttavia, alla fine del IV secolo a.C., quando venne fondata la nuova capitale Seleucia sul Tigri, lì fu trasferita la maggior parte della popolazione di Babilonia. I templi continuarono a essere frequentati ancora per qualche tempo, ma la città perse di importanza ed era già quasi scomparsa prima che si affermasse l’Islam nel VII secolo d.C.