Kant, Immanuel
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Kant, Immanuel
3. Etica

Nella Fondazione della metafisica dei costumi (1785) e nella Critica della ragion pratica (1788) Kant delineò un sistema etico nel quale alla ragione è attribuita l’autorità suprema in campo morale. Egli riteneva che le azioni di qualunque tipo dovessero fondarsi su un dovere dettato dalla pura ragione e che nessuna azione, compiuta per convenienza o in mero ossequio alla legge o alla consuetudine vigente, potesse essere considerata morale.

Kant descrisse due tipi di prescrizioni impartite dalla ragione: l’imperativo ipotetico, che impone un determinato corso dell’azione per raggiungere un fine specifico, e l’imperativo categorico, il quale impone un corso di azioni che deve essere seguito a cagione della sua correttezza e necessità. L’imperativo categorico è il fondamento della moralità e fu enunciato da Kant in questi termini: “Agisci come se la massima della tua azione dovesse diventare, per mezzo della tua volontà, una legge universale”.

Le posizioni etiche di Kant sono la conseguenza logica del suo credere nella fondamentale libertà dell’individuo, la quale, se rimane indimostrabile nel campo scientifico, trova nondimeno la sua legittimità da un punto di vista morale. Egli considerò la libertà essenzialmente come autonomia, ossia come capacità della nostra volontà di legiferare razionalmente e da se stessa in campo morale.