| Costantino I il Grande | Articolo | ||||
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| 2. | Le tappe dell’affermazione politica |
Morti Galerio e Massimiano, nel 312 Costantino, alleatosi con Licinio, mosse contro Massenzio, ormai suo unico rivale nel controllo dell’Occidente: secondo la leggenda, alla vigilia della battaglia all’imperatore apparve in sogno Gesù Cristo, che gli chiese di scrivere le prime due lettere del proprio nome (in greco “XP”) sugli scudi dei suoi soldati. Il giorno seguente Costantino avrebbe visto una croce stagliarsi contro il sole, e nel cielo sarebbero apparse le parole: In hoc signo vinces, “In questo segno vincerai”.
L’episodio, che la tradizione ha voluto vedere come l’inizio della sua conversione al cristianesimo, è la semplificazione di una realtà storica assai più complessa. Costantino, infatti, pagano devoto al culto solare, nel quale in epoca tarda convergevano le figure di Apollo e di Mitra, mostrò fin dall’inizio aperture e simpatie verso il cristianesimo: non fu difficile dunque confondere qualche segno magico allusivo al sole, voluto sulle proprie armi dal superstizioso imperatore, con il monogramma cristiano.
Costantino sconfisse Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio, nei pressi di Roma, e il senato riconobbe la legittimità del vincitore attribuendogli il titolo di augusto. Costantino salì al trono d’Occidente, divenendo collega di Licinio (nel 308 proclamato augusto e imperatore d’Oriente) e nel 313 firmò un discusso provvedimento, il cosiddetto editto di Milano, che, concedendo ampia libertà di culto sul territorio dell’impero, pose fine alle persecuzioni contro i cristiani.
Sconfitto Massimino Daia da Licinio, ben presto l’antagonismo tra i due augusti, Costantino e Licinio, scatenò una vera e propria lotta per il potere: le due battaglie di Adrianopoli e di Crisopoli nel 324 determinarono la vittoria di Costantino, che divenne unico imperatore d’Oriente e d’Occidente. Con la sua energica azione politica si prefisse di unificare un impero vacillante, anche se di fatto la profonda spaccatura fra le tradizioni culturali e spirituali della parte bizantina e di quella romana dell’impero era ormai insanabile.