| Costantino I il Grande | Articolo | ||||
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| 3. | Il cesaropapismo |
Come già si è detto, il sentimento religioso di Costantino, venato di devozione al culto solare ma con notevoli aperture al cristianesimo, non è di facile definizione. Più che a una vera e propria conversione, gli storici sono propensi a pensare alla pratica di una sorta di sincretismo religioso, fenomeno culturale molto diffuso in quell’epoca, pervasa da influssi religiosi diversi, sentiti però come compatibili e non contraddittori. Sul piano della politica religiosa, Costantino mantenne sempre la carica di pontefice massimo. Questo ruolo gli consentiva, soprattutto dopo l’editto del 313, di intervenire nelle numerose dispute dottrinali che agitavano il cristianesimo del tempo. In questo senso la posizione di Costantino dava inizio a quella mescolanza tra potere politico e religioso che sarà poi detta “cesaropapismo”.
Culmine di questo atteggiamento fu il concilio ecumenico di Nicea (325), indetto e presieduto dall’imperatore in persona per risolvere importanti questioni dottrinali in seno al cristianesimo, all’interno del quale era sorta l’eresia ariana.