| Trova nell'articolo | Sughero | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Sughero In botanica, tessuto formato da cellule morte e vuote, presente nei fusti e nelle radici delle piante legnose, nelle quali ha funzioni protettive. Con questo termine si indica anche lo spesso strato che riveste il tronco della quercia Quercus suber, o sughera, che può essere prelevato e destinato a scopi commerciali.
| 2. | Caratteristiche |
Le cellule del sughero si formano a partire da un tessuto detto cambio subero-fellodermico (o fellogeno), attivo durante il processo di crescita secondaria del fusto e della radice delle piante legnose. In queste piante, il sughero sostituisce l’epidermide, rivestimento tipico delle piante erbacee e di quelle legnose durante l’età giovanile (quando cioè possiedono ancora una struttura primaria). Le cellule del cambio subero-fellodermico si dividono e si differenziano sia verso l’interno della pianta, sia verso l’esterno; verso l’interno si produce il cosiddetto felloderma, mentre verso l’esterno si forma il sughero (detto anche fellema). L’insieme del felloderma, del cambio subero-fellodermico e del sughero prende il nome di periderma. Le cellule del sughero, di forma appiattita, durante il processo di differenziamento che le porta a raggiungere lo stadio adulto subiscono il processo di suberificazione, che consiste nella deposizione a livello della parete di una sostanza cerosa complessa, la suberina. Le pareti cellulari diventano progressivamente più spesse e impermeabili all’acqua e ai gas; per questo motivo, giunte a maturità, muoiono. Cellule di sughero (o più precisamente, le loro pareti) furono osservate con un rudimentale microscopio dallo scienziato inglese Robert Hooke che, nel 1665, le descrisse utilizzando per la prima volta il termine cellula.
| 3. | Utilizzo del sughero da Quercus suber |
La quercia Quercus suber, o sughera, ha portamento arboreo e raggiunge un’altezza di circa 10 m. Il sughero che riveste il suo fusto viene raccolto a partire dai 15-20 anni d'età della pianta praticando incisioni superficiali sul tronco, che non devono danneggiare i tessuti vivi sottostanti. I primi tagli forniscono un sughero grezzo a grana grossa, diverso da quello liscio, a grana fine, delle piante più vecchie. Il prelievo da uno stesso albero deve rispettare intervalli di circa dieci anni; ciò per permettere alla pianta di sviluppare uno strato protettivo sufficientemente spesso. Dopo la raccolta, il sughero viene fatto stagionare, quindi sottoposto a bollitura; ciò allo scopo di eliminare l'acido tannico in esso contenuto e rendere il tessuto più flessibile.
| 4. | Principali impieghi |
Il sughero venne utilizzato su larga scala solo a partire dal XVI secolo, quando si diffuse l’uso di chiudere le bottiglie di vetro con tappi di questa sostanza. Oggi trova impiego anche nella fabbricazione di suole di scarpe, galleggianti e salvagenti; per le sue proprietà fonoassorbenti e coibenti, viene anche prodotto in pannelli di vario spessore destinati a rivestimenti interni di edifici.
Gran parte della produzione mondiale di sughero proviene dalle coltivazioni dell'Algeria, del Portogallo e della Spagna; in Italia le sugherete più antiche e importanti si trovano in Sardegna. I tentativi di introdurle in altre parti del mondo hanno avuto scarso successo.