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Resine naturali

Resine naturali Espressione che indica un gruppo di sostanze organiche vischiose e liquide, che induriscono per esposizione all’aria, diventando fragili e amorfe. Le resine naturali, secrete da varie specie di piante, formano uno strato protettivo sulle ferite dei tessuti vegetali, impedendo l’entrata di microrganismi patogeni e l’eccessiva perdita di linfa. Si ottengono praticando tagli nella corteccia delle piante d’origine e raccogliendo in appositi contenitori il liquido che fuoriesce. L’ambra è un comune esempio di resina fossile, presente nelle rocce sedimentarie.

Le resine naturali hanno colore variabile fra giallo e marrone; bruciano producendo molto fumo e diffondendo un aroma piacevole e caratteristico. Hanno diversa composizione chimica, ma tutte contengono carbonio, idrogeno e ossigeno. Sono insolubili in acqua, ma si sciolgono in alcol, etere e altri solventi organici.

Le resine naturali sono classificate, in base alla durezza e alla composizione chimica, in tre categorie principali: le resine dure, le oleoresine e le gommoresine. Le resine dure, tra le quali vi sono l’ambra e il mastice, sono appunto dure, fragili, inodori e insapori e hanno aspetto vetroso; sono ottenute sia dai fossili sia tramite distillazione delle oleoresine; tra di esse, la più importante dal punto di vista commerciale è la resina comune, ottenuta dalla distillazione dell’olio di trementina e usata per incollare carta, nella fabbricazione di saponi, come costituente di vernici e smalti, e per ricoprire le corde degli strumenti musicali.

Le oleoresine, semisolidi amorfi che contengono oli essenziali, comprendono i balsami e la trementina; l’olio essenziale di trementina è usato come solvente per vernici e smalti ed è impiegato nella manifattura dei lucidi per scarpe e per ceralacca. Le resine come incenso, mirra e benzoina contengono gomme e sono dette perciò gommoresine.

Esiste un’unica resina di origine animale, la gommalacca, secreta dalla cocciniglia per proteggersi e camuffarsi quando aderisce alle piante e agli alberi: in particolare, la gommalacca viene ricavata da Ficus religiosa (vedi Fico) e da Croton lacciferus, due alberi che crescono in India. Ha colore rosso-bruno e, dopo depurazione ed essiccazione, mantiene un aspetto solido, e viene commercializzata in forma di barrette, granuli, scaglie o simili. È una delle poche resine naturali disponibile in grandi quantità, con ottime proprietà di durezza, brillante e facilmente solubile. È utilizzata per la preparazione di materiali isolanti e di vari tipi di vernici, per la levigatura e la lucidatura dei mobili, e per la fabbricazione dei dischi per la registrazione del suono.