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Moschea

Moschea Principale edificio di culto dell'Islam. Le moschee sono di vari tipi e dimensioni; la 'moschea del venerdì', nella quale la congregazione dei fedeli si riunisce per celebrare i rituali di preghiera del venerdì è di gran lunga la maggiore e la più importante. Il periodo aureo di questo tipo di edifici va dal VII secolo, gli albori dell'Islam, al XVI secolo. Nelle società di religione prevalentemente islamica le moschee hanno finalità sociali e politiche oltre che religiose: sono infatti anche la sede di numerose funzioni pubbliche e fungono da tribunale, scuola, sala per assemblee e perfino da spazio per parate. Spesso nei locali adiacenti si trovano biblioteche, scuole, ospedali o tesorerie.

La prima moschea fu il cortile della casa di Maometto a Medina. Il muro rivolto verso la città santa della Mecca aveva una parte coperta da una tettoia dove si recitavano le preghiere; le altre pareti erano fiancheggiate da basse arcate. Tale schema divenne la pianta di base delle moschee costruite in seguito, i cui tre principali elementi continuarono a essere il cortile con una fontana per le abluzioni, lo spazio coperto destinato alla preghiera e il muro rivolto verso la Mecca. Al centro di quest'ultimo si trova il mihrab, o nicchia della preghiera, che indica precisamente la direzione della Mecca (qibla). Di fianco al mihrab è il minbar, il pulpito da cui viene recitato il sermone del venerdì.

Con la diffusione dell'Islam al di fuori dell'Arabia, la struttura dell'edificio andò gradualmente incorporando elementi ricavati dall'architettura dei territori conquistati. Le moschee a impianto basilicale, quali la Grande Moschea di Damasco (706-715), vennero impostate sul modello delle chiese protocristiane, che a sua volta derivava dalla basilica pagana; la sala di preghiera fu ampliata per incorporarvi un'imponente navata a tetto piatto e due navate laterali parallele. Le colonne a sostegno del tetto della sala di preghiera spesso crearono file di archi tondi o lobati, come nella Moschea di Cordova (edificata dall'VIII al X secolo), in Spagna. La decorazione proliferò nella forma di intarsi, inserti, mosaici e dipinti che, per il divieto islamico di rappresentare forme umane o animali, assunsero la forma di disegni geometrici, foglie e arabeschi.

Nelle moschee più antiche il muezzin ('colui che annuncia') richiamava i fedeli alla preghiera direttamente dal tetto dell'edificio. L'uso del minareto cominciò a diffondersi dalla Moschea di Kairouan (IX secolo), in Tunisia, la cui struttura si pensa possa provenire da una rielaborazione, attuata nella Siria preislamica, dei campanili quadrati delle chiese dei primi secoli del cristianesimo. I minareti divennero una caratteristica comune a quasi tutte le moschee d'epoca successiva: possono essere tondi o quadrati, a spirale oppure ottagonali, bassi e tozzi oppure alti e sottili.

Le moschee a pianta cruciforme si svilupparono in Iran nel XII secolo, mentre quelle a cupola – la più grande e recente innovazione nella struttura dell'edificio – ebbero origine in Turchia dopo la conquista ottomana di Costantinopoli, nel 1453. Queste ultime trassero ispirazione dalla grande chiesa cristiana di Santa Sofia (532-537) a Costantinopoli (oggi Istanbul), la cui struttura innovativa ad arco e cupola consentì la copertura di spazi enormi; tali edifici spesso presentano una sala di preghiera sormontata da un'ampia cupola centrale a sua volta circondata da altre più piccole e da semicupole; come nelle moschee iraniche, il cortile tradizionale venne spesso eliminato. Il maggiore progettista turco di moschee fu l'architetto Sinan, cui si attribuiscono più di trecento edifici. Il suo capolavoro è la moschea di Solimano (1550-1557), a Istanbul, realizzata a pianta centrale, la cui area principale è coperta da una cupola molto alta e luminosa sostenuta da un complesso sistema di archi, semicupole e arcate; quattro minareti sottili si elevano fino a superare l'intera struttura. Vedi anche Arte islamica.