Trova nell'articolo Hayes, Rutherford Birchard

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Hayes, Rutherford Birchard

Hayes, Rutherford Birchard (Delaware, Ohio 1822 - Fremont, Ohio 1893), diciannovesimo presidente degli Stati Uniti d’America (1877-1881). Dopo gli studi giuridici all’Università di Harvard e l’avvio di una brillante carriera di avvocato, nel 1851 iniziò a dedicarsi alla politica tra le fila del Partito Whig per poi passare, nel 1855, nel neonato Partito repubblicano.

Nel 1864 fu eletto deputato, ma due anni dopo lasciò la Camera dei rappresentanti per partecipare alle elezioni di governatore dell’Ohio, carica che mantenne dal 1868 al 1872 e poi ancora dal 1875 al 1877. Nel 1876 fu scelto come candidato repubblicano per le elezioni presidenziali e, dopo uno scrutinio confuso, nel 1877 la commissione elettorale sancì la vittoria di Hayes. Il suo ingresso alla Casa Bianca coincise con la minaccia della ripresa della guerra civile, poiché gli stati del Sud reclamavano una maggiore autonomia. Per sedare le tensioni, Hayes nominò un ex confederato a capo del governo e ritirò in fretta le ultime truppe federali dalla regione, azione che gli valse le critiche di una parte del suo partito.

Negli anni successivi la riforma della pubblica amministrazione, improntata al più rigido centralismo, lo pose ancora una volta in forte contrasto con alcuni membri del Partito repubblicano. Conservatore in politica monetaria, Hayes appoggiò gli sforzi del segretario del Tesoro per riconvertire in oro i dollari cartacei emessi durante la guerra civile. Altrettanto conservatore si dimostrò nei confronti delle proteste dei lavoratori, con l’invio dell’esercito per reprimere gli scioperi e restaurare l’ordine. Allo scadere del mandato, preferì non presentarsi nuovamente alle elezioni e nel 1881 si ritirò a Fremont (Ohio).