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Frei Montalva, Eduardo

Frei Montalva, Eduardo (Santiago 1911-1982), uomo politico cileno, presidente del Cile (1964-1970). Compiuti gli studi di diritto, iniziò la carriera politica tra le fila giovanili del Partito conservatore e nel 1935 fu tra i fondatori della Falange Conservadora, un’organizzazione antifascista e cristiano-sociale, chiamata poi Falange Nacional.

Senatore dal 1949, Frei Montalva contribuì all’affermarsi, negli anni Sessanta, del nuovo Partito cristiano-democratico, nato dall’unione della Falange Nacional e del Partito conservatore e presto considerato l’unica alternativa democratica alle forze della sinistra marxista in forte crescita nel paese. Nel 1964 sconfisse il Fronte di azione popolare, guidato da Salvador Allende, e fu eletto alla presidenza della Repubblica. Durante il suo mandato attuò una riforma agraria e riorganizzò il sistema scolastico, avviando anche una legislazione per sottrarre l’industria del rame al controllo delle compagnie statunitensi. Il suo fallimento nel controllo dell’inflazione e nel tentativo di assicurare una più equa distribuzione della ricchezza finì per minarne la popolarità; nello stesso tempo perse anche l’appoggio della classe imprenditoriale cilena, preoccupata dalla sua politica di intervento statale nell’economia.

Escluso da un secondo mandato di presidenza a opera del candidato delle sinistre Salvador Allende, fu eletto al Senato nel 1973, poco prima che questo venisse sciolto da un golpe militare. Durante il periodo della dittatura di Augusto Pinochet rimase a capo del suo partito fino a quando, nel 1977, un decreto obbligò lo scioglimento di tutti i partiti politici. Benché in un primo momento avesse tacitamente accettato il governo dittatoriale di Pinochet, nei primi anni Ottanta Frei Montalva andò a ingrossare le fila degli oppositori del regime.