Nazionalsocialismo
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Nazionalsocialismo
4. Il nazismo al potere

Una volta scarcerato, Hitler riorganizzò il partito, creò il corpo armato delle SS (Schutz-Staffeln, “squadre di difesa”), diretto da Heinrich Himmler, e l’ufficio di propaganda, che fu affidato a Joseph Goebbels. Nel 1929, l’anno della grande crisi economica mondiale seguita al crollo di Wall Street, buona parte dei grandi imprenditori tedeschi cominciarono a guardare con favore a Hitler e al suo programma, e ingenti somme di denaro presero ad affluire nelle casse del Partito nazista. Appoggiato anche dalle classi medie, dai piccoli proprietari e dai disoccupati colpiti dalla grave depressione economica, il Partito conquistò la maggioranza relativa nelle elezioni del 1932.

Un anno dopo Hitler ottenne il cancellierato e, sfruttando con abilità l’episodio dell’incendio del Reichstag, fece in modo che il presidente della Repubblica Paul von Hindenburg decretasse lo stato di emergenza, affidandogli poteri straordinari. Alle successive elezioni politiche il Partito nazionalsocialista ottenne una schiacciante vittoria; a Hitler furono quindi assicurati i pieni poteri, che egli usò per assorbire le competenze del Parlamento ed eliminare con la violenza l’opposizione. Il Partito nazionalsocialista divenne l’unica organizzazione politica legale.

Nel 1933, allo scopo di eliminare i dissidenti, fu istituita la Geheime Staatspolizei (“Polizia segreta di stato”), nota come Gestapo, svincolata da ogni controllo legale e soggetta solo al proprio comandante, Himmler.