Diplomazia
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Diplomazia
2. Cenni storici
1. Le origini

Fin dal primo organizzarsi degli uomini in gruppi sociali separati si è manifestata l’esigenza di regolare le relazioni della propria con le altre comunità. L’attività diplomatica era ampiamente praticata nell’antichità, dalle polis greche a Roma, da Bisanzio alla Cina imperiale.

La moderna diplomazia nacque nell’Italia del Rinascimento. Nel XV secolo molte città erano cadute sotto il controllo di signori che le governavano con la violenza e con l’astuzia. Ognuna delle signorie, che si dividevano la penisola, non avendo tuttavia la forza per dominare le altre ne temeva le ambizioni e, pur cercando incessantemente di espandere i propri domini, si preoccupava di preservare gli equilibri di potere. In questa politica si distinse la Firenze di Lorenzo il Magnifico, che divenne l’ago della bilancia della politica italiana del suo tempo.

Furono le signorie italiane a introdurre un sistema di missioni diplomatiche permanenti che avevano il compito di rappresentare gli interessi dei loro stati, osservare, riferire, negoziare. Gli stati si dotarono di “cancellerie” che esaminavano le relazioni scritte degli ambasciatori, inviavano istruzioni, contribuivano alla definizione della politica estera, conservavano archivi. Nello stesso tempo fu elaborato un complesso protocollo e un sistema di privilegi e immunità per i diplomatici. Si affermò il principio dell’inviolabilità delle sedi diplomatiche, che così venivano sottratte alla giurisdizione locale (la cosiddetta extraterritorialità).

2. La diplomazia nel sistema degli stati europei

Con l’affermarsi degli stati-nazione, nel XVII secolo si precisarono le nozioni di interesse nazionale e di equilibrio di potere. L’attività diplomatica venne finalizzata all’interesse degli stati (ad esempio, l’accesso a materie prime) piuttosto che guidata dall’arbitrio del signore, e l’obiettivo principale della politica estera divenne l’equilibrio tra le nazioni più potenti. Se piccoli paesi potevano essere smembrati, come la Polonia nel XVIII secolo, le grandi potenze conducevano la loro politica estera in modo che nessuna potesse minacciare l’esistenza delle altre. Nello stesso tempo, i diplomatici europei divenivano sempre più professionali e preparati, mentre le arti dell’inganno e della dissimulazione, che avevano dominato nella diplomazia rinascimentale, venivano sostituite da un codice di comportamento formale reciprocamente accettato.

Il sistema degli stati europei subì un primo grave colpo quando Napoleone cercò di conquistare l’intera Europa all’inizio del XIX secolo. Sconfitto Napoleone, la restaurazione del sistema europeo riuscì a evitare conflitti continentali per i successivi cento anni.