| Trova nell'articolo | Mistica | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Mistica Esperienza attestata in tutti i contesti religiosi, che si caratterizza come immediata fruizione dell’Assoluto, e in particolare come identificazione o massimo avvicinamento alla realtà di Dio. Estremamente diversificata nelle sue manifestazioni, l’esperienza mistica è contraddistinta sia da un’intensa vitalità, serenità e gioia, sia dall’armonizzazione dell’interiorità col mondo esterno nel processo di fusione col divino.
In quanto soggettiva, la mistica si pone sempre in una posizione dialettica rispetto al quadro religioso cui fa riferimento o all’ortodossia eventualmente definita nei sistemi religiosi complessi: in alcuni casi conferma e approfondisce tale orizzonte ponendosi dunque come modello di realizzazione della vita religiosa. In altri casi, portando al limite le capacità espressive del linguaggio e le categorie della teologia e dell’etica, o esplicitamente invitando a un ineffabile silenzio, la mistica sembra proporsi come provocazione e relativizzazione delle strutture religiose in nome della superiorità dell’esperienza interiore, percepita come certa e vera.
| 2. | Mistica indù |
L’induismo è da annoverare tra le più antiche religioni capaci di attestare esperienze mistiche. Nella filosofia indù, e in particolar modo nel sistema metafisico del Vedanta, la soggettività (atman) si identifica con il sé universale, o brahman: nel Vedanta si sostiene che l’apparente separazione e singolarità di individui ed eventi costituiscono un’illusione (in sanscrito, maya) o una commistione di pensiero e sensazione, che è superabile grazie alla comprensione mistica della sostanziale unità di atman e brahman.
Il sistema dello yoga comprende forse la disciplina più completa e rigorosa che sia mai stata elaborata per travalicare il senso di identità personale e aprire la strada a un’esperienza di unione con il divino. La mistica è tradizionale appannaggio dei sadhu, che giungono nelle loro pratiche devozionali a forme estreme di ascetismo (ad esempio rimanere per anni in equilibrio su una sola gamba); queste pratiche vengono ritenute necessari corollari dell’attività spirituale volta al conseguimento della liberazione mistica.
| 3. | Mistica buddhista |
Derivato dalle tradizioni indù e fondato su concetti originariamente indù, il buddhismo ne mantiene l’inclinazione mistica. Sembra che lo stesso Buddha abbia praticato per anni lo yoga prima di abbandonarlo e adottare uno stile di vita più moderato: il buddhismo può essere in tal senso considerato un movimento di riforma opposto agli eccessi della tradizionale mistica indù, ma nel contempo può anche definirsi come una religione puramente mistica, poiché indica come scopo il pervenire al nirvana, lo stato nel quale ogni dolore si spegne e le illusioni svaniscono in una condizione di assoluta trascendenza rispetto all’esperienza comune, dominata invece dall’illusione e dalla sofferenza connessa alla vita e alle continue rinascite. Il buddhismo non prevede un clero secolare, bensì solo monaci e monache che tentano di raggiungere l’illuminazione con l’esercizio spirituale e un corretto stile di vita, liberandosi del karma che li trattiene nel mondo della reincarnazione perpetua.
Il buddhismo possiede un carattere mistico, ma alcune scuole accentuano tale carattere più di altre. Il buddhismo Zen, ad esempio, nato in Cina nel VI secolo d.C. e diffusosi, dopo aver accolto elementi provenienti dal taoismo, in Giappone e altrove, si concentra sulla intuizione immediata della vacuità degli enti, ottenuta eliminando le strutture concettuali, utilizzando indovinelli apparentemente insensati e paradossi che sciolgono i nodi mentali degli interlocutori e dischiudono loro il nirvana nella vita presente. Anche il buddhismo esoterico, e in special modo il tantrismo, sviluppano una dottrina mistica in cui i maestri conducono i discepoli all’illuminazione con l’ausilio di un rigoroso esercizio fisico e mentale, con la creazione e la contemplazione di disegni mistici, i mandala, e con la comunicazione di verità occulte attraverso gesti e posture segrete noti come mudra.
| 4. | Mistica cinese |
In Cina, è il taoismo a esibire un marcato carattere mistico, al contrario del confucianesimo, che è invece incline alla speculazione logico-formale. Il taoismo sottolinea la relatività e fallibilità delle distinzioni razionali elaborate dal pensiero e dal linguaggio per comprendere e dominare il mondo e propone di eliminarle per ricondurre la mente all’unità indifferenziata con l’universo. In questo modo si raggiungerebbe un’armonia con il mondo, in cui le cose sono concepite come uno specchio, che riflette spontaneamente l’ordine universale.
| 5. | La mistica nella Grecia antica |
La filosofia greca, pur perseguendo l’obiettivo di una lettura razionale della realtà, manifestò comunque un forte radicamento nella tradizione religiosa e mistica dalla quale ebbe origine, come è riscontrabile nell’orfismo che sembra essere sotteso ad alcune dottrine di Eraclito, Parmenide e Platone. Soprattutto la celebrazione dei misteri eleusini, con il loro complesso apparato di riti e simboli orientati all’immortalità e alla salvezza, appannaggio dei soli iniziati, incarna in Grecia l’esigenza di un’esistenza che superi le contraddizioni e la morte attraverso un’esperienza di unione con il divino anticipata nel rito.
| 6. | Mistica cristiana |
Tra le figure maggiori del cristianesimo delle origini nelle quali è possibile riconoscere i tratti di un’esperienza mistica spicca san Paolo, nel ritratto che ne danno gli Atti degli Apostoli, oltre che per i cenni autobiografici contenuti nelle sue lettere. Anche il Vangelo di Giovanni insiste fortemente sui temi della vita spirituale e dell’interiorità del credere.
In epoche posteriori la mistica cristiana ricevette una connotazione neoplatonica dagli scritti dello Pseudo-Dionigi, tradotti dal greco in latino nel IX secolo da Giovanni Scoto Eriugena. Nel Medioevo la mistica trovò espressione nel vasto e multiforme mondo rappresentato dal monachesimo. Alcuni dei mistici più celebri furono monaci o frati come Bernardo di Chiaravalle e Francesco d’Assisi. San Bonaventura, mistico e filosofo scolastico, fu discepolo dei canonici del monastero francese di San Vittore, culla del pensiero mistico medievale. Tra i mistici olandesi vi furono Jan van Ruysbroeck (1293-1381) e Geert Groote (1340-1384), che fu riformatore religioso e fondatore dell’ordine monastico detto dei Fratelli della vita comune. Johannes Eckhart, conosciuto come Meister Eckhart, è considerato il mistico principale della tradizione tedesca.
Altri importanti mistici tedeschi furono Giovanni Taulero (1300-1361), che influenzò il grande mistico spagnolo Giovanni della Croce, e Heinrich Suso (1295-1366). Entrambi furono seguaci di Eckhart e aderirono al movimento degli “Amici di Dio”, all’interno del quale venne redatta la Teologia tedesca, opera, questa, che influenzò profondamente Martin Lutero. Tra le figure rilevanti del misticismo cristiano vi è Tommaso da Kempis, generalmente considerato l’autore dell’Imitazione di Cristo.
Tra i grandi mistici cristiani sono numerose le donne, in particolare sant’Ildegarda, santa Caterina da Siena e santa Teresa d’Avila. Jeanne-Marie Bouvier de la Motte Guyon, mistica francese del XVII secolo, introdusse in Francia la dottrina del quietismo.
Con la sua ricerca di libertà spirituale, a volte in contrasto con le formule teologiche e la disciplina ecclesiastica, la mistica contribuì alla nascita della Riforma protestante. I più importanti mistici protestanti di questo periodo furono Jakob Böhme, autore del Mysterium Magnum, e Kaspar Schwenkfeld von Ossig (1489-1561). La mistica trova espressione nella teologia di molte confessioni protestanti ed è caratteristica saliente di anabattisti e quaccheri. Dal canto suo, la Riforma cattolica produsse gli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola.
| 7. | Mistica islamica |
Nel mondo islamico, il sufismo mira a un’unione personale con Allah. I mistici sufi, attraverso discipline ascetiche e contemplative, cercano un’unione diretta con Dio raggiunta grazie al favore divino. Il linguaggio estatico dell’unità con Dio, con il quale i sufi descrivono le loro esperienze, e le dottrine tendenzialmente panteiste da loro sviluppate li hanno condotti all’accusa di eterodossia. Nel 922 fu giustiziato a Baghdad il sufi al-Hallaj, accusato di avere proclamato la propria identità con Dio. Toccò ad Al-Ghazali, filosofo dell’XI secolo, riconciliare sufismo e Islam ortodosso. Le dottrine sufiche trovarono la loro espressione più significativa nelle opere dei poeti persiani Hafiz e Jalal ad-Din Rumi, oltre che negli scritti dello stesso Al-Ghazali.
| 8. | Mistica contemporanea |
Nel XX secolo si è rinnovato l’interesse per la mistica cristiana testimoniato nell’opera di William James, autore di Varietà dell’esperienza religiosa (1902).
La seconda metà del XX secolo ha visto accrescersi l’interesse per la mistica orientale. La corrente mistica dell’ebraismo, che condensa dottrine della cabala medievale e del chassidismo del XVIII secolo, ha trovato nuovo vigore nell’opera del filosofo Martin Buber. Tra i mistici moderni, impegnati nell’ardua impresa di coniugare esperienza del divino e realtà storica, spiccano le figure di Simone Weil e di Pierre Teilhard de Chardin.