| Trova nell'articolo | Oman | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Oman (nome ufficiale Salţanat ’Omān, Sultanato dell’Oman), stato del Medio Oriente, situato nella sezione sudorientale della penisola arabica. Confina a ovest con l’Arabia Saudita e a sud-ovest con la Repubblica dello Yemen; è bagnato dal golfo di Oman e dal mare Arabico e comprende l’estremità settentrionale della penisola di Musandam. Il paese ha una superficie complessiva di 309.500 km² e un’estensione costiera di 2.092 km. La capitale è Mascate.
| 2. | Territorio |
Il territorio dell’Oman può essere suddiviso in tre regioni fisiche: una stretta pianura costiera, una serie di catene montuose intervallate da vaste zone collinari e una pianura interna. La pianura costiera affacciata sul golfo di Oman è nota come al-Batinah: particolarmente fertile, consente di praticare l’agricoltura. Procedendo verso l’interno si incontrano i rilievi dell’Al Jabal Al Akhdar la cui vetta più elevata, Jabal Ash Sham, è di 3.035 m. A sud di questa regione, il Mascate, si estende una pianura affacciata sul mare Arabico e costituita prevalentemente da aride distese di sabbia che a ovest si congiungono con la depressione del Rub’ al-Khali. Ai confini con lo Yemen si trova la regione montuosa del Dhofar.
| 1. | Clima |
Il clima dell’Oman è semidesertico, caldo e asciutto, anche se lungo la costa si registrano tassi di umidità assai elevati. La temperatura media annua è di circa 28 °C. Le precipitazioni sono assai scarse, più frequenti sui rilievi del Mascate; la media annua è di 100 mm. La vegetazione è pressoché assente, con l’eccezione delle oasi e di qualche limitata area in cui crescono le graminacee.
| 2. | Problemi e tutela dell’ambiente |
Tra i maggiori problemi ambientali che il paese deve affrontare vi è la mancanza di risorse idriche; la situazione è aggravata dalle infiltrazioni saline nelle falde freatiche, le quali rappresentano l’unica fonte di rifornimento di acqua potabile. Lo sviluppo dell’industria petrolifera ha avuto come conseguenza casi di inquinamento dell’oceano e delle coste. Nel 2007 solo lo 8,3% del territorio era sottoposto a tutela ambientale. La Riserva dell’orice d’Arabia rappresenta l’habitat per molte specie rare di orice; nel 2007 la riserva, che costituiva l’area protetta più vasta del Deserto Arabico, è stata ridotta dalle autorità omanesi a un decimo della sua originaria estensione e per questo rimossa dall’elenco dei World Heritage Sites.
L’Oman ha ratificato accordi internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, cambiamento di clima, desertificazione, specie in via d’estinzione, eliminazione degli scarichi in mare, protezione dell’ozonosfera e caccia alle balene.
| 3. | Popolazione |
Il paese è popolato prevalentemente da arabi e, in misura minore, da indiani, pakistani e africani. Nel 2008 la popolazione complessiva era di 3.309.440 abitanti, con una densità media di 16 unità per km². La popolazione urbana costituisce il 77% del totale. Le città principali sono la capitale, Mascate, e Matrah, importante centro portuale.
| 1. | Lingua e religione |
La lingua nazionale è l’arabo. La maggioranza della popolazione è di religione musulmana della setta ibadita; un altro gruppo consistente è sunnita.
| 2. | Istruzione e cultura |
L’istruzione è gratuita, ma non obbligatoria. Negli anni Settanta e Ottanta del Novecento venne realizzato un programma di rinnovamento del sistema scolastico, volto soprattutto a combattere l’analfabetismo diffuso tra gli adulti. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta era, nel 2005, del 78,3%. Nel 1986 fu inaugurata la Sultan Qabus University, ateneo statale nei pressi di Mascate.
| 4. | Economia |
L’economia del paese è basata sull’estrazione del petrolio, che costituisce la principale fonte di reddito. Il prodotto interno lordo era, nel 2004, di 24.284 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 9.583,90 dollari.
| 1. | Agricoltura e pesca |
Con il 99,7% di suolo incolto, la tradizionale attività agricola è tuttora praticata dal 6% della popolazione attiva, con tecniche alquanto arretrate: i principali prodotti sono datteri, agrumi e cereali (sorgo, miglio e orzo). Il settore fornisce il 2% del PIL annuo (2004). Uno sviluppo futuro dell’attività agricola dipende quasi interamente dalla disponibilità di riserve idriche. La pesca costituisce una risorsa importante; largamente praticato anche l’allevamento di ovini e caprini.
| 2. | Risorse minerarie e industria |
Lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi è iniziato nei primi anni Settanta e, garantendo elevati introiti, ha contribuito alla rinascita economica dell’Oman. La maggior parte dei pozzi si trova nella sezione nordoccidentale del paese ed è gestita dalla società Petroleum Development Oman, per il 60% di proprietà statale. Nel 2004 il comparto industriale forniva il 56% del PIL, impiegando l’11% della popolazione attiva. I programmi di sviluppo economico prevedono la creazione di industrie collegate al settore petrolifero e all’estrazione di altri minerali, quali il rame, e all’attività agricola, che potrebbe ricevere nuovo impulso dall’impiego di tecniche moderne e dall’apertura di canali di commercializzazione dei prodotti.
| 3. | Commercio e finanza |
Il petrolio costituiva, nel 2003, il 79,6% del valore delle esportazioni, che era complessivamente di 11.365 milioni di $ USA, mentre il valore delle importazioni, costituito in gran parte da materiale edile e manufatti, era di 6.572 milioni di $ USA. I principali partner commerciali del sultanato sono il Giappone, gli Emirati Arabi Uniti, gli Stati Uniti, la Corea del Sud e Singapore. La valuta nazionale è il rial omani.
| 4. | Trasporti e vie di comunicazione |
L’Oman manca di una rete ferroviaria, mentre negli anni Settanta e Ottanta prese avvio un programma per la costruzione di una rete stradale, in parte realizzata ma ancora inadeguata alle esigenze del paese (34.965 km nel 2001). Mascate, Mina, al-Fahl e Matrah sono i maggiori centri portuali, mentre Seeb e Salala sono sede di aeroporti internazionali.
| 5. | Ordinamento dello stato |
Indipendente dal 1971, il sultanato dell’Oman è una monarchia assoluta in via di trasformazione; dal 1996 è stata infatti per la prima volta introdotta una Carta costituzionale. Capo dello stato è il sultano, che governa con l’ausilio di un Gabinetto di ministri e di un’Assemblea consultiva (Majlis al-Shura) formata da 83 rappresentanti regionali. Hanno diritto al voto tutti i cittadini a partire dai 21 anni di età. Sono vietati i partiti politici. Il sistema giudiziario si fonda sulla shariah, la legge islamica. È in vigore la pena di morte.
| 6. | Storia |
Nota fin dall’antichità per il suo incenso, la regione intrattenne relazioni commerciali con la Mesopotamia, l’India e la Persia. Nel VII secolo a.C. fu brevemente sottomessa ai persiani e dagli inizi del III secolo d.C. fu sede di un regno indipendente. Islamizzata nel corso del VII secolo, vi si diffuse l’eresia kharigita ibadita, che nell’VIII si sottrasse alla sovranità del califfato abbaside fondando un imamato indipendente.
| 1. | Il sultanato di Mascate e Oman |
Abili navigatori, gli omaniti stabilirono una solida egemonia sulle rotte commerciali con l’Asia e con l’India e nel XII secolo fondarono un sultanato a Zanzibar, avviando i commerci con l’Africa orientale. A partire dal XVI secolo subirono la forte concorrenza dei portoghesi, che si impadronirono dei possedimenti omaniti e nel 1507 occuparono i porti principali, tra i quali Mascate, restandovi fino al 1650.
Invaso dai persiani nel 1737, l’Oman fu liberato nel 1749 da Ahmed ibn Said, che fondò la dinastia degli Abu Said (tuttora al potere) diventando il sultano di Mascate e Oman. Nel 1798, il sultanato inaugurò una collaborazione con la Gran Bretagna, che nel tempo si sarebbe trasformata in protettorato. Nella prima metà dell’Ottocento Said ibn Sultan riconquistò i possedimenti africani e stabilì la capitale a Zanzibar, prosperando sul commercio delle spezie e degli schiavi. Nel 1856 il sultanato fu diviso in due regni distinti e Zanzibar tornò autonoma, passando nel 1890 sotto la protezione britannica.
Nel 1913 la rivalità tra l’imam ibadita e il sultano sfociò in un tentativo secessionista delle regioni interne, che grazie alla mediazione britannica nel 1920 ottennero un’ampia autonomia. Il conflitto si riaccese nel 1954, quando una rivolta sostenuta da Egitto e Arabia Saudita fu sedata solo nel 1959 con l’aiuto degli inglesi.
| 2. | L’indipendenza |
Negli anni Sessanta iniziò lo sfruttamento del petrolio. Nel 1967 ebbe termine il protettorato britannico. Nel 1970 il sultano Said ibn Taymur fu destituito dal figlio Qabus ibn Said, il quale avviò la liberalizzazione del regime e la modernizzazione del paese, accolto nel 1971 nelle Nazioni Unite. Nel 1975 Qabus ibn Said sedò, con l’aiuto iraniano e giordano, una ribellione scoppiata anni prima nel Dhofar.
Nel 1980, in seguito alla rivoluzione islamica in Iran e all’invasione sovietica dell’Afghanistan, il paese firmò un accordo di cooperazione militare con gli Stati Uniti e l’anno seguente fu tra i fondatori del Consiglio di cooperazione del Golfo. L’Oman siglò in seguito patti difensivi con gli stati arabi confinanti e nel 1991 sostenne l’offensiva contro l’Iraq, partecipando con proprie truppe alla guerra del Golfo. Nel 1994 vennero avviate le relazioni diplomatiche con Israele, che furono tuttavia sospese nel 1997 in seguito al rallentamento del processo di pace israelo-palestinese. La firma di un accordo di collaborazione militare segnò nel 1998 un netto miglioramento delle relazioni con l’Iran. Nel giugno 2002 un accordo con gli Emirati Arabi Uniti pose fine a una lunga controversia di confine.
Sul fronte interno il sultano intensificò il processo di liberalizzazione economica e politica. Una Costituzione approvata nel 1996 definì i poteri del sovrano e le regole per la successione al trono, aprendo la strada alla trasformazione della monarchia. Venne esteso il voto a tutti i cittadini al di sopra dei 21 anni di età e nel 2003 venne eletta a suffragio universale la prima Assemblea consultiva. Nel 2004 una donna assunse per la prima volta la guida di un ministero.
| 3. | Sviluppi recenti |
Nel 2006 il paese sottoscrive un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti.
Nel 2007 la Riserva dell’orice d’Arabia, ridotta dalle autorità omanesi a un decimo della sua originaria estensione, è rimossa dal Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.