Omeopatia
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Omeopatia
2. Cenni storici

Il metodo omeopatico fu sviluppato dal medico tedesco Samuel Hahnemann che, nel 1790, mise a punto la “teoria dei simili” e ne diffuse l’impiego. Egli, in seguito a diversi esperimenti, arrivò alla conclusione che, per risultare efficace, il rimedio omeopatico doveva essere diluito fino ad arrivare a concentrazioni infinitesimali. Hahnemann espose la sua teoria omeopatica nell’opera Compendio dell’arte del guarire. L’omeopatia fu diffusa in Francia da un conte italiano, Sebastiano de’ Guidi (1769-1863); negli Stati Uniti fu invece il medico tedesco Constantin Hering (1800-1880) che rese popolare questo metodo terapeutico e che sperimentò anche nuovi rimedi. Un fondamentale contributo fu quello apportato dal medico statunitense James Tyler Kent (1849-1916), che compilò un compendio dei sintomi e del loro trattamento omeopatico valido ancora oggi; egli, inoltre, fu sostenitore dell’utilizzo di un solo rimedio alla volta nella terapia del paziente.

Attualmente, in alcune nazioni come la Germania, la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, l’omeopatia è riconosciuta ufficialmente e i farmaci omeopatici sono equiparati a tutti gli altri composti terapeutici.