| Trova nell'articolo | Mammiferi | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Mammiferi Classe di animali vertebrati a sangue caldo, caratterizzati da pelle munita di peli e di numerose ghiandole. Comprende gli esseri umani e tutti gli altri organismi che nutrono la propria prole con il latte. I mammiferi sono dotati del sistema nervoso più sviluppato di tutto il regno animale. La maggior parte di essi ha due paia di arti, solitamente zampe; in alcuni casi, tuttavia, un paio di arti è ridotto a residui vestigiali, come nei cetacei, oppure è andato completamente perduto, come nel dugongo e nel lamantino.
Tutti i mammiferi, con la sola eccezione dei monotremi, che sono ovipari, danno alla luce piccoli vivi che mettono in atto i primi stadi di sviluppo all’interno del corpo della madre. Alcuni mammiferi nascono relativamente poco sviluppati, mentre altri vengono alla luce già in grado di camminare e perfino di correre, completamente coperti di pelo e con occhi e orecchie già funzionali. La gamma delle dimensioni dei mammiferi è straordinariamente ampia; il più grande, la balenottera azzurra, spesso supera i 30 m di lunghezza, mentre le specie più piccole (topiragno, topi e pipistrelli) sono lunghe meno di 5 cm, coda esclusa.
| 2. | Caratteristiche fisiche |
Lo strato esterno del corpo dei mammiferi consiste nella cute e nei suoi annessi. La cute serve da protezione contro gli insulti meccanici e l’invasione da parte dei microrganismi e, inoltre, impedisce una perdita eccessiva di calore e umidità. In molti mammiferi il colore della cute o della pelliccia è tale da confondersi con l’ambiente naturale, cosa che favorisce la mimetizzazione dell’animale.
La cute può funzionare anche come organo di senso tattile e organo escretore (attraverso le secrezioni delle ghiandole sudoripare. Diverse sono le ghiandole specializzate presenti nella cute dei mammiferi. Le ghiandole mammarie, presenti in forma completamente sviluppata in tutti i mammiferi adulti di sesso femminile, secernono il latte per nutrire la prole. Le ghiandole sudoripare, solitamente localizzate alla base dei peli, sono presenti in quasi tutti i mammiferi terrestri; mancano tuttavia in certi roditori, nei bradipi del genere Choloepus e nei mammiferi acquatici come le balene, i delfini, i dugonghi e i lamantini. Molti mammiferi hanno poche ghiandole sudoripare funzionali; nei cani e nei gatti, ad esempio, sono attive solo quelle localizzate sulla pianta del piede.
Le ghiandole di meibomio, localizzate sul bordo della palpebra, secernono un film oleoso che copre e protegge il globo oculare, impedendo l’evaporazione delle lacrime e riducendo l’attrito con la palpebra. La secrezione delle ghiandole del cerume impedisce la penetrazione di particelle di polvere e di piccoli insetti nell’orecchio interno. Molti mammiferi hanno ghiandole odorifere le cui secrezioni allontanano i nemici e attraggono gli individui dell’altro sesso.
Sebbene tutti i mammiferi abbiano due occhi, negli animali che vivono sotto terra, come i talpidi, questi organi hanno perso in parte o completamente la loro funzione e in alcuni casi sono coperti dalla cute. Le orecchie dei mammiferi terrestri e arboricoli sono visibili superficialmente come processi cartilaginei, mentre l’orecchio esterno dei mammiferi acquatici come le foche e i trichechi è ridotto a poco più di un piccolo lembo protettivo. Nelle balene le aperture esterne dell’orecchio sono semplicemente dei piccoli fori.
Nei mammiferi la dentatura è eterodonte, vale a dire costituita da denti diversi (incisivi, canini, premolari, molari), specializzati a svolgere funzioni differenti (addentare, masticare, triturare).
Gli organi interni dei mammiferi sono essenzialmente simili in tutta la classe. Le caratteristiche interne che distinguono i mammiferi dai vertebrati inferiori sono la presenza di 2-4 lobi ottici nel cervello, di un diaframma muscolare che separa cuore e polmoni dalla cavità addominale, di un singolo arco aortico localizzato a sinistra e di un cuore suddiviso in 4 camere (2 atri e 2 ventricoli); è tipica, inoltre, l’assenza di nuclei nei globuli rossi del sangue dopo la nascita.
Tutti i mammiferi, con la sola eccezione dei dugonghi, dei lamantini e di alcuni bradipi e formichieri, hanno 7 vertebre cervicali; questa caratteristica è condivisa dalla giraffa e dalla balena, come dal topo e da altri piccoli mammiferi. Altri aspetti esclusivi dello scheletro dei mammiferi sono l’articolazione fra le ossa della tibia e quelle del tarso, la catena degli ossicini dell’orecchio e l’articolazione della mandibola all’osso squamoso del cranio.
| 3. | Riproduzione |
Tutti i mammiferi si riproducono sessualmente, secondo due modalità differenti: nei mammiferi ovipari gli organi escretori e genitali si aprono in un orifizio comune, chiamato cloaca, e il passaggio dei gameti dal maschio alla femmina avviene per contatto delle cloache; in tutti gli altri mammiferi, invece, le cellule sessuali maschili sono introdotte nel corpo della femmina mediante copulazione.
Dopo la fecondazione, lo sviluppo della prole ha luogo interamente nel corpo della madre; fanno eccezione i monotremi, che producono uova dal guscio coriaceo contenenti molto tuorlo, e i marsupiali, nei quali il periodo di gestazione dura solo 10-15 giorni e il resto dello sviluppo ha luogo dopo il parto, nel marsupio della madre. I piccoli dei mammiferi non sono abbastanza sviluppati per condurre un’esistenza indipendente immediatamente dopo la nascita, ma devono essere allattati e accuditi per un periodo di tempo variabile a seconda della specie.
| 4. | Storia evolutiva |
I mammiferi apparvero sulla Terra durante l’era mesozoica, quando le terre emerse erano dominate dai dinosauri. Secondo la maggior parte degli zoologi, si evolvettero a partire dai terapsidi, un gruppo di rettili vissuti nel Triassico che, a giudicare dai reperti fossili, avevano alcune caratteristiche simili a quelle degli attuali mammiferi. I primi fossili attribuiti con sicurezza ai mammiferi furono rinvenuti in rocce risalenti al periodo giurassico. Si trattava di piccoli animali notturni, che avevano occupato le nicchie ecologiche lasciate libere dai grandi rettili.
Cinque erano gli ordini di mammiferi in questo periodo: uno di essi, estintosi nell’Eocene, era costituito da piccoli animali simili a roditori, con incisivi adatti a rosicare e molari con numerose cuspidi (da cui il nome di multitubercolati). Un secondo ordine (triconodonti) era costituito da piccoli carnivori, i cui molari erano dotati di tre semplici cuspidi coniche; anche quest’ordine si estinse prima della fine dell’Eocene. Un terzo gruppo di piccoli mammiferi insettivori, i pantoteri, comprendeva i probabili antenati dei mammiferi odierni. Gli altri due ordini giurassici erano quelli dei simmetrodonti e dei docodonti.
Delle sottoclassi di mammiferi tuttora esistenti, i prototeri (monotremi) non sono rappresentati nella documentazione fossile, mentre i primi fossili di teri (marsupiali e placentati) furono rinvenuti in rocce del Cretaceo. A quanto pare i monotremi non ebbero successo nella competizione con i placentati e all’inizio dell’Eocene erano limitati alla famiglia dell’opossum nel Nord America e ad alcune famiglie in Sud America (ora in gran parte estinte) e in Australia. I primi resti fossili dei placentati finora rinvenuti sono stati trovati nel Nord America occidentale e in Europa occidentale; i placentati ebbero origine verso la fine del Cretaceo e, stando ai documenti fossili, si diffusero rapidamente durante il Cenozoico per formare il gruppo di mammiferi dominante in tutto il mondo, tranne che in Australia.
L’ordine degli insettivori, considerato il più antico dei mammiferi placentati, comprende animali molto simili ai placentati più primitivi presenti nella documentazione fossile.
| 5. | Distribuzione |
In massima parte i mammiferi sono animali terrestri che vivono negli habitat più svariati, dalle regioni desertiche alla tundra, dalle montagne alle foreste pluviali tropicali. Alcune specie di placentati sono acquatiche. I monotremi sono limitati all’Australia, alla Tasmania e alla Nuova Guinea. I marsupiali sono dominanti nella stessa regione dei monotremi, ma vantano anche alcuni rappresentanti nel continente americano. Due ordini di mammiferi placentati, i pipistrelli e i roditori, sono rappresentati nella fauna di tutti i continenti, eccettuata l’Antartide. Gli unici placentati diffusi in Australia sono alcuni pipistrelli, il dingo e talune specie di ratti (probabilmente il dingo e i ratti vi furono introdotti dall’uomo).
I primati sono diffusi nella maggior parte delle regioni tropicali e subtropicali, ma non in quelle australiane. Gli insettivori sono presenti in tutto l’emisfero settentrionale, in Africa e nelle Indie Occidentali; gli artiodattili si trovano in tutti i continenti tranne che in Australia; i lagomorfi, che avevano una distribuzione originaria analoga a quella degli artiodattili, sono stati introdotti dall’uomo anche nel continente australiano. I perissodattili sono nativi dell’Eurasia, dell’Africa e del Sud America. Gli xenartri o sdentati vivono solo nelle Americhe. I dermotteri sono esclusivi della penisola malese, dell’Indonesia, del Borneo e delle Filippine. I folidoti sono diffusi in Africa e in Asia. I tubulidentati sono esclusivamente africani. Due piccoli ordini, quello dei proboscidati e degli iracoidei, sono rappresentati solo nelle faune asiatica e africana.
| 6. | Classificazione scientifica |
I mammiferi costituiscono una classe del subphylum vertebrati, phylum cordati. Comprendono circa 4600 specie viventi e sono solitamente suddivisi in due sottoclassi: prototeri (monotremi) e teri (marsupiali e placentati).
I monotremi comprendono l’ornitorinco e le echidne australiani. I marsupiali comprendono gli opossum americani e molti mammiferi australiani, come i canguri e i koala.
Tra i mammiferi placentati si trova la maggior parte delle specie della classe, di solito suddivise in 17 ordini: insettivori (talpe, topiragno, tenrec e ricci); dermotteri (colughi o galeopiteci); chirotteri (pipistrelli); carnivori (felidi, viverridi, canidi, ienidi, procionidi, ursidi e mustelidi, focidi, otaridi e odobenidi); macroscelidi (simili agli insettivori); primati (tupaidi, lemuridi, lorisidi, tarsioidei, scimmie platirrine, cercopicetidi, ilobatidi, scimmie antropomorfe o pongidi, e ominidi); xenartri o sdentati (armadilli, bradipi, formichieri americani); folidoti (pangolini); tubulidentati (oritteropo); roditori (sciuridi, castoridi, geomidi, perognati, ratti, topi, miotalpe, ghiri, dipodidi, istricidi, cavidi e cincillidi); lagomorfi (conigli, lepri e ocotonidi); sirenii (lamantini e dugonghi); cetacei (balene e delfini); iracoidei (procavie); artiodattili (suidi, ippopotami, cammelli, lama, tragulidi, cervidi, giraffidi, bovini, antilopi, capre e pecore); perissodattili (cavalli, rinoceronti e tapiri); e proboscidati (elefanti).