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| 3. | Determinazione del sesso |
Negli animali, il sesso di un individuo viene determinato al momento della fecondazione, dai cromosomi sessuali presenti nelle cellule germinali e che lo zigote eredita. Nella specie umana, i cromosomi sessuali sono detti X e Y. Negli individui di sesso femminile ciascuna cellula somatica presenta due copie del cromosoma X, mentre in quelli di sesso maschile sono contenute una copia del cromosoma X e una del cromosoma Y. Per questo motivo, il sesso femminile è detto omogametico, mentre quello maschile è detto eterogametico. A causa della riduzione del numero di cromosomi che avviene durante il processo di meiosi da cui si formano i gameti, la cellula uovo contiene sempre una singola copia del cromosoma X, mentre lo spermatozoo può contenere un cromosoma X o un cromosoma Y. Se una cellula spermatica che porta un cromosoma X feconda la cellula uovo, lo zigote sarà femmina (XX), mentre nel caso opposto, di una cellula spermatica Y che feconda la cellula uovo, lo zigote sarà maschio (XY). In alcuni animali il sesso eterogametico è quello femminile e, dunque, la determinazione del sesso dipende dalla femmina anziché dal maschio. I cromosomi sessuali determinano i caratteri sessuali primari e quelli secondari.
Generalmente, più evoluta è la specie e più elaborato è l'insieme delle caratteristiche legate al sesso e ai meccanismi riproduttivi. Nelle stelle di mare, ad esempio, le uova e gli spermatozoi vengono semplicemente liberati in grandi quantità nell'acqua e solo la piccola parte di essi che viene casualmente a contatto va incontro alla fecondazione. Gli anfibi presentano anch'essi fecondazione esterna, ma il loro successo riproduttivo viene favorito da alcuni adattamenti comportamentali: i maschi delle rane e dei rospi sono, ad esempio, attirati da speciali richiami emessi dalle femmine, quando depongono le uova nell'acqua; il maschio ha, inoltre, un contatto cloacale con la femmina, durante il quale la liberazione dello sperma avviene contemporaneamente a quella delle uova. Gli animali terrestri hanno evoluto complessi sistemi di fecondazione interna, per difendere le delicate cellule germinali dai pericoli della disidratazione a cui sono esposti in un ambiente non acquatico. Negli organi genitali si sono, così, specializzate strutture come il pene erettile maschile e la vagina e l'utero femminili. Per garantire il proprio successo riproduttivo i gruppi più evoluti, ad esempio i mammiferi, si affidano, inoltre, a complessi schemi di corteggiamento e all'assembramento in greggi o branchi.
Organismi ermafroditi si ritrovano in particolare in specie come molti tipi di vermi, le lumache e molti parassiti, che sono caratterizzate da una scarsa capacità di movimento.
Nelle piante, si distinguono specie monoiche, i cui individui possiedono sia strutture riproduttive maschili sia femminili (ad esempio, il melo), e specie dioiche, in cui gli individui maschili sono distinti da quelli femminili (ad esempio, il kiwi).