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Allende, Isabel

Allende, Isabel (Lima 1942), scrittrice e giornalista cilena. Dopo aver terminato gli studi a Santiago del Cile, lavorò dapprima per la FAO, quindi si dedicò a un giornalismo impegnato, scrivendo anche per il cinema e la televisione. Nipote di Salvador Allende, visse in esilio dal 1973, anno del golpe organizzato dal generale Augusto Pinochet Ugarte, al 1988, anno della caduta di Pinochet e dell'elezione in Cile di un presidente democratico.

In esilio scrisse il primo romanzo, La casa degli spiriti (1982; ebbe una trasposizione cinematografica nel 1993), cronaca familiare all’interno del tumultuoso mutamento politico ed economico dell'America latina, ben accolta dalla critica che vide nella mescolanza di reale e soprannaturale dei punti di contatto con la tecnica del realismo magico. Tra le prime scrittrici latinoamericane a raggiungere fama mondiale, continuò la sua esplorazione del tema politico e di quello personale nei due romanzi successivi – D'amore e ombra (1984) ed Eva Luna (1987) – e nella raccolta di novelle Eva Luna racconta (1992).

Nel 1995 pubblicò Paula, commovente monologo, sotto forma di lettera, dedicato alla figlia in coma. Seguirono Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci (1997), La figlia della fortuna (1999) e Ritratto in seppia (2001). Al Cile e alla nostalgia che prova per il suo paese è dedicato Il mio paese inventato (2002); La città delle bestie (2003) è invece il primo romanzo di una trilogia dedicata ai giovani e alle nuove generazioni.