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| 2. | Educazione come processo esplicito o implicito |
In ogni società esistono delle agenzie formalmente deputate all’azione educativa. Tra di esse, quelle attualmente riconosciute come principali sono la scuola e la famiglia. In entrambi i casi l’azione educativa ha carattere esplicito, cioè tanto i genitori quanto gli insegnanti sanno di avere il dovere di promuovere lo sviluppo dei figli e degli studenti, riconoscono come obiettivo del loro ruolo educativo quello di indirizzare tale sviluppo verso la formazione di soggetti adulti integrati e attivi nel contesto sociale di riferimento, e scelgono in maniera consapevole i metodi con cui realizzare tale obiettivo. L’individuazione degli obiettivi e dei metodi educativi è precisa e sistematica soprattutto nel caso della scuola, che in questo senso è uno degli oggetti di riflessione della pedagogia e la sede principale di riferimento per l’elaborazione di curricoli.
Se però qualsiasi interazione tra membri diversamente competenti dello stesso contesto socioculturale può essere educativa, ne consegue che innumerevoli saranno le situazioni e le occasioni formative non ufficialmente riconosciute come tali. In questo caso si può parlare di un’azione educativa implicita, in quanto la trasmissione del sistema culturale non è né un obiettivo né un effetto esplicitamente e consapevolmente riconosciuto dai soggetti che partecipano all’interazione, anche se il risultato è appunto tale trasmissione. Ad esempio, tutte le relazioni che il bambino intrattiene con adulti, coetanei più competenti o mezzi di comunicazione più o meno di massa – la televisione, il libro ecc. – potrebbero essere educative nella misura e nel momento in cui producono, come per contagio, la trasmissione e quindi l’apprendimento di credenze, valori, comportamenti o modalità di ragionamento tipiche della comunità sociale cui il bambino appartiene.
Ciò significa però che, se l’educazione può realizzarsi attraverso gli scambi informali che caratterizzano qualsiasi rapporto, anche la famiglia e la scuola possono essere sede di educazione implicita oltre che esplicita: infatti, al di là degli obiettivi educativi che insegnanti e genitori si pongono consapevolmente e dei modi che scelgono per raggiungerli, il complesso e concreto svolgersi della loro relazione con studenti e figli potrebbe veicolare scelte ed effetti educativi non dichiaratamente prescelti e che restano perciò impliciti.