| Educazione | Articolo | ||||
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| 4. | Cenni storici |
La storia dell’educazione riguarda le teorie pedagogiche, i metodi d’insegnamento, l’organizzazione delle strutture scolastiche dai tempi antichi fino a oggi, quindi il modo attraverso il quale le società hanno trasmesso da una generazione all’altra le proprie conoscenze, la propria cultura e i propri valori.
| 1. | I primi sistemi educativi |
I più antichi sistemi educativi a noi noti presentano due caratteristiche comuni: l’insegnamento della religione e, al contempo, la promozione delle tradizioni.
Nell’antico Egitto l’insegnamento avveniva all’interno del tempio e non riguardava solo la religione, ma anche principi di scrittura, scienze, matematica e architettura. Anche in India l’educazione era gestita dai sacerdoti; l’India fu la culla delle dottrine buddhiste successivamente diffusesi in Cina e in tutto l’Estremo Oriente.
Nell’antica Cina l’educazione tendeva a sottolineare l’importanza della filosofia, della poesia e della religione, conformemente agli insegnamenti di Confucio e di altri filosofi. Il sistema educativo cinese, istituito più di 2000 anni fa e utilizzato fino al XX secolo, rendeva possibile selezionare personale per i più importanti ruoli di governo.
L’esercizio fisico, molto diffuso in Persia ed elogiato da numerosi scrittori greci, costituì invece un modello per il sistema educativo dell’antica Grecia, che considerava la ginnastica al pari della matematica e della musica. Per gli antichi ebrei fonti di riferimento sugli scopi e sui metodi educativi erano la Bibbia e il Talmud. Per gli ebrei la religione costituisce ancora oggi la base dell’educazione in famiglia, nella sinagoga e a scuola, e la Torah rimane il fondamento della religione ebraica.
| 2. | La tradizione occidentale |
I principali sistemi educativi del mondo occidentale si basarono sulla tradizione ebraico-cristiana. Una tradizione parallela derivò dai sistemi educativi dell’antica Grecia, dove Socrate, Platone, Aristotele e Isocrate esercitarono un’influenza preminente; lo scopo dei greci era la preparazione intellettuale dei giovani per il comando dello stato e della società.
L’educazione romana, dopo un periodo iniziale di forte adesione alle antiche tradizioni religiose e culturali latine, fu affidata a precettori greci. I romani consideravano importanti gli insegnamenti della retorica e dell’arte oratoria; secondo Quintiliano, la corretta formazione dell’oratore prevedeva lo studio della lingua, della letteratura, della filosofia e delle scienze. Lpeducazione romana trasmise al mondo occidentale la lingua latina, l’ingegneria, il diritto, l’amministrazione e l’organizzazione del governo.
| 3. | L’affermazione del cristianesimo |
Al declinare dell’impero romano corrispose l’affermarsi del cristianesimo nei paesi del Mediterraneo e in altre aree d’Europa. Le prime istituzioni educative cristiane furono le scuole catecumenali per i convertiti; le più avanzate furono le scuole di catechesi per i cristiani, mentre alle scuole episcopali (o delle cattedrali) spettava formare i sacerdoti. I primi padri della Chiesa, in particolare sant'Agostino, scrissero sui problemi educativi alla luce dei precetti cristiani e fondarono molti monasteri o scuole monastiche, scuole municipali o scuole nelle cattedrali; le raccolte, o compendi di conoscenze, erano centrate sulle sette arti liberali: il trivium, composto da grammatica, retorica e logica, e il quadrivium, formato da aritmetica, geometria, astronomia e musica. Dal V al VII secolo questi compendi vennero rielaborati sotto forma di libri di testo da studiosi quali lo scrittore latino nordafricano Marziano Capella, lo storico romano Cassiodoro e l’ecclesiastico spagnolo Isidoro di Siviglia. Si trattò di opere, tuttavia, che servivano generalmente a diffondere conoscenze già esistenti piuttosto che a introdurne di nuove.
| 4. | Il Medioevo |
Nel IX secolo vi furono in Europa occidentale due rinascite culturali: una nel continente, sotto Carlo Magno, e una in Inghilterra, con il re Alfredo. Carlo Magno riconobbe l’importanza dell’educazione e incaricò Alcuino di York, educatore e uomo di Chiesa, di rifondare una scuola ad Aquisgrana (la Scuola Palatina). Alfredo, invece, fu egli stesso uomo di cultura e fondò istituzioni educative in Inghilterra; incoraggiò inoltre i monasteri a espandere la propria attività nel campo dell’istruzione. In Irlanda sorsero così centri di formazione dai quali vennero inviati molti monaci a insegnare nel continente.
Nel frattempo, fra l’VIII e il IX secolo, i mori, conquistatori della Spagna, ridiedero vita all’Università di Cordova, che divenne un grande centro di studio della filosofia, della cultura antica, delle scienze e della matematica. In Persia e Arabia, dal VI al X secolo, rinacquero istituzioni per la ricerca e lo studio delle scienze e delle lingue e vennero fondate l’Università Al-Qarawiyin (859) a Fez, in Marocco, e l’Università Al-Azhar (970) in Egitto.
Durante il Medioevo, nell’Europa occidentale si diffuse la filosofia scolastica, che conciliò la teologia cristiana con la filosofia aristotelica. Un esponente di spicco della scolastica fu Anselmo d’Aosta che, come Platone, sosteneva la realtà degli universali. All’opposto, Roscellino da Compiègne insegnò il nominalismo, dottrina secondo la quale le idee universali sarebbero semplici etichette verbali, mentre soltanto gli individui sarebbero reali. Altri grandi maestri della scolastica furono Pietro Abelardo, discepolo di Roscellino, e san Tommaso d'Aquino.
La fama di questi maestri, grazie ai quali i monasteri medievali divennero i principali depositari della cultura e della conservazione di molti manoscritti della tradizione classica, attrasse molti studenti e fu alla base della costituzione, dal XII secolo in poi, di università in Italia, in Francia, in Inghilterra, in Spagna e in altri paesi. Quelle del Nord Europa, come Parigi, Oxford e Cambridge, erano amministrate dagli insegnanti; quelle italiane, come Bologna, erano gestite dagli studenti. L’educazione medievale poteva assumere anche la forma di un apprendistato in alcuni mestieri o servizi; di regola, tuttavia, era un privilegio delle classi superiori e la maggior parte dei cittadini delle classi inferiori non aveva alcuna opportunità di accedervi.
Durante il Medioevo, le religioni musulmana ed ebraica ebbero un notevole ruolo nello sviluppo dell’istruzione superiore; esse non solo stimolarono l’educazione all’interno della società, ma riportarono all’attenzione degli studiosi europei il pensiero greco.
| 5. | Il Rinascimento |
Il Rinascimento fu il periodo in cui l’educazione dei giovani nella matematica e nelle lettere classiche divenne più estesa. Rifiorì l’interesse per la cultura dell’antica Grecia e di Roma, la cui conoscenza avvenne attraverso la riscoperta di antichi manoscritti conservati nei monasteri. Molti insegnanti di lingua e letteratura greca emigrarono da Costantinopoli in Italia, a cominciare da Manuele Crisolora nel 1397. Lo spirito educativo umanistico fu esemplificato al meglio dalle scuole istituite da Vittorino da Feltre e Guarino de' Guarini; essi introdussero materie quali le scienze, la storia, la geografia, la musica e l’educazione fisica.
Le scuole di quest’epoca ebbero un immenso successo e influenzarono gli educatori successivi per oltre 400 anni, divenendo le principali scuole superiori d’Europa fino all’inizio del XX secolo; in esse veniva attribuita maggiore enfasi alle culture greca e latina, insegnate già nelle scuole di grammatica latina nate durante il Medioevo. Tra gli altri contributi rinascimentali alla teoria dell’educazione si ricordano quello di Erasmo da Rotterdam e Johannes Sturm, del francese Michel de Montaigne e dello spagnolo Juan Luis Vives.
| 6. | L’influenza del protestantesimo |
La Chiesa originatasi all’inizio del XVI secolo dalla Riforma di Martin Lutero fondò scuole in cui si insegnavano la lettura, la scrittura, l’aritmetica e il catechismo al livello più elementare e le materie classiche, come l’ebraico, la matematica e le scienze al livello secondario.
In Svizzera, un altro riformatore e teologo, Giovanni Calvino, nel 1559 fondò a Ginevra un’accademia che divenne un importante centro educativo. La moderna pratica del controllo statale sull’educazione può essere fatta risalire a Lutero, a Calvino e ad altri esponenti della Riforma.
| 7. | L’influenza cattolica |
Anche la Chiesa cattolica ebbe una grossa influenza sulla riorganizzazione degli studi e le sue scuole si attrezzarono ad arginare la crescente diffusione del protestantesimo (vedi Controriforma) soprattutto attraverso il pensiero educativo della Compagnia di Gesù, fondata dall’ecclesiastico spagnolo Ignazio di Loyola nel 1540, con l’approvazione di papa Paolo III; i gesuiti, così vennero chiamati i membri della congregazione, fondarono un sistema di scuole – i collegi – che diffuse con successo l’educazione cattolica in molti paesi a partire dal XVI secolo.
| 8. | Lo sviluppo delle scienze nel XVII secolo |
Il XVII secolo, un periodo di rapido progresso in molte scienze, fu segnato dalla fondazione nel 1660 della Royal Society di Londra, Accademia per il progresso nelle scienze naturali. Questa istituzione agevolò lo scambio delle idee e delle informazioni scientifiche e culturali tra gli studiosi di molti paesi d’Europa. Le nuove materie scientifiche furono introdotte nei corsi di studio universitari e superiori: il Christ’s Hospital di Londra fu probabilmente la prima scuola secondaria a insegnare le scienze con un certo livello di competenza e, all’inizio del XVIII secolo, costituì il modello per la fondazione della prima scuola scientifica in Russia, la Scuola di matematica e navigazione di Mosca.
L’importanza della conoscenza scientifica fu sostenuta anche negli scritti del filosofo inglese Francesco Bacone, che enfatizzò il principio dell’apprendimento attraverso l’osservazione e l’esperimento. Gli studenti venivano, cioè, incoraggiati a osservare ed esaminare la realtà con i propri sensi, prima di pervenire a conclusioni su di essa.
Durante il XVII secolo, la pedagogia subì l’influenza di nuovi studi e ricerche. Il tedesco Wolfgang Ratke elaborò nuovi metodi per l’insegnamento rapido del volgare, delle lingue classiche e dell’ebraico; il filosofo francese Cartesio enfatizzò il ruolo della logica come principio fondamentale del pensiero razionale; il poeta inglese John Milton propose un programma enciclopedico di educazione secondaria, in cui lo studio classico aveva lo scopo di instillare la moralità e di completare la persona.
Il filosofo inglese John Locke ideò un curriculum educativo, che comprendeva l’educazione fisica, basato sull’analisi empirica dei fatti e sulla loro dimostrabilità. Nell’opera Pensieri sull’educazione (1693), Locke propose una serie di riforme centrate sulle cose reali anziché sui libri, sull’apprendimento attraverso i viaggi e su nuove discipline di studio: egli consigliava agli studenti di apprendere osservando un albero, piuttosto che leggendo un libro sugli alberi, o visitando la Francia, piuttosto che leggendo un trattato su quel paese. L’educatore francese Giovanni Battista de La Salle nel 1685 istituì un collegio per la preparazione degli insegnanti, divenendo così un precursore della formazione sistematica del corpo docente.
Tra i più grandi educatori del XVII secolo vi fu Comenio, che realizzò l’importante opera illustrata Orbis sensualium pictus (1658, Il mondo figurato delle cose sensibili). Nella sua Didactica magna (1628-1632, La grande didattica) egli sottolineò l’importanza di stimolare l’interesse dell’allievo con cose concrete piuttosto che con semplici descrizioni. Il suo obiettivo educativo può essere sintetizzato nella frase “insegnare tutto a tutti”.
Un altro importante educatore tedesco, August Francke, fece sentire la propria influenza a partire dalla fine del XVII secolo. Francke, pastore della chiesa luterana, fu professore di teologia all’Università di Lipsia e professore di ebraico all’Università di Halle, e si occupò principalmente di educazione secondaria, formazione degli insegnanti ed educazione degli adulti, rinnovando il curriculum scolastico e fondando una rete di scuole, la Franckesche Stiftungen, tuttora esistente.
| 9. | Il XVIII secolo: Rousseau |
Durante il XVIII secolo fu creato un sistema scolastico in Prussia; in Russia l’istruzione pubblica fu avviata sotto Pietro il Grande e i suoi successori; nel Nuovo Mondo si svilupparono scuole e college, e in Francia, a seguito della rivoluzione, venne riformato il sistema educativo. Alla fine del secolo, in Inghilterra, l’editore e filantropo Robert Raikes fondò le scuole domenicali per i poveri e per i bambini che lavoravano: centinaia di bambini potevano essere istruiti da un solo insegnante, con l’aiuto di alcuni assistenti; fu così che furono gettate le basi per l’istruzione di massa.
Il più importante teorico dell’educazione del XVIII secolo fu Jean-Jacques Rousseau, il cui pensiero e la cui influenza si diffusero in tutta Europa. Nell’Emilio (1762), Rousseau sostenne che il bambino non doveva essere considerato un adulto in miniatura e che la sua personalità andava invece assecondata nei differenti stadi della crescita. Tra i metodi educativi che egli suggerì si ricordano l’apprendimento della lettura in un’età più avanzata e lo studio della natura e della società attraverso l’osservazione diretta. Le sue proposte innovative erano, tuttavia, riservate ai maschi: le femmine dovevano continuare a ricevere un’educazione di tipo tradizionale.
I contributi di Rousseau rimasero tuttavia in gran parte teorici; spettò infatti ai suoi seguaci metterli in pratica: l’educatore tedesco Johann Basedow e altri suoi allievi fondarono scuole, in Germania e in altri paesi del Nord Europa, basate sul principio di Rousseau “tutto secondo natura”.
| 10. | Il XIX secolo e la nascita dei sistemi scolastici nazionali |
Il più importante fra i seguaci di Rousseau fu l’educatore svizzero Johann Pestalozzi, le cui idee e metodologie influenzarono i sistemi scolastici di ogni continente. Obiettivo principale di Pestalozzi era quello di adattare i metodi didattici alla naturale crescita del bambino, attraverso lo sviluppo armonioso di tutte le sue facoltà (mente, cuore e mano). Altri importanti educatori del XIX secolo furono il tedesco Friedrich Fröbel, creatore dei Kindergarten (“giardini d’infanzia”); Johann Herbart, anch’egli tedesco, che introdusse i principi della psicologia e della filosofia nella scienza dell’educazione; il filosofo britannico Herbert Spencer, che sostenne il primato della conoscenza scientifica in ambito scolastico; il pedagogista italiano Aristide Gabelli, che redasse i programmi per la scuola elementare del Regno d’Italia e il danese Nikolai Grundtvig, le cui idee costituirono la base per il movimento delle scuole superiori regionali.
Nel XIX secolo si organizzarono sistemi scolastici nazionali in Italia, nel Regno Unito, in Francia, in Germania e in altri paesi europei. Alcuni stati indipendenti dell’America latina, come l’Argentina e l’Uruguay, utilizzarono le scuole europee e statunitensi come modello per i propri sistemi educativi. Anche il Giappone, che stava uscendo dal proprio isolamento, fondò un sistema scolastico superiore e universitario sul modello di quelli europei e statunitensi.
Particolarmente importanti in questo periodo per la diffusione dei moderni sistemi educativi furono le missioni in Africa e Oceania. Anche nei territori coloniali, come l’India, l’amministrazione cominciò a prestare attenzione ai problemi educativi. In queste aree, tuttavia, la grande maggioranza delle persone riceveva un’istruzione scolastica ancora molto scarsa.
| 11. | Il XX secolo: l’educazione centrata sul bambino |
All’inizio del secolo, l’educazione fu fortemente influenzata dagli scritti dell’educatrice svedese Ellen Key. Il suo libro Il secolo dei fanciulli (1900) fu tradotto in molti paesi e fu determinante per l’educazione progressista, un sistema di insegnamento basato sui bisogni e sulle potenzialità del bambino piuttosto che sulle norme religiose e sulle convenzioni della società. Questa tendenza può essere ritrovata, sotto altre forme e altri nomi, in varie parti del mondo. Tra i più importanti educatori progressisti ci furono Hermann Lietz e Georg Kerschensteiner in Germania e Maria Montessori in Italia. Particolarmente influente negli Stati Uniti fu il filosofo e pedagogista John Dewey; la scuola “attiva”, derivante dalle teorie di Dewey, sottolinea l’importanza dello sviluppo dei bisogni e degli interessi del bambino ed è stata per molto tempo il modello delle scuole elementari negli Stati Uniti e in molte parti del mondo.
Dopo la Rivoluzione russa del 1917, il modello sovietico divenne oggetto d’indagine per gli studiosi delle scienze dell’educazione; in particolare dopo il 1957, quando il lancio nello spazio dello Sputnik, il primo satellite artificiale sovietico, mostrò il grado di sviluppo della cultura tecnologica dell’URSS. Le scuole sovietiche attirarono numerosi visitatori e grande fu l’interesse suscitato dalla ricerca pedagogica di Anton Makarenko.
Il XX secolo si è caratterizzato per l’espansione dei sistemi educativi nei paesi industrializzati, ma anche per la difficoltà di sviluppare adeguati sistemi scolastici nelle nazioni in via di sviluppo dell’Asia e dell’Africa. L’istruzione elementare obbligatoria è diventata pressoché universale, ma ci sono dati che dimostrano come il 50% dei bambini in età di scuola dell’obbligo, in tutto il mondo, non la frequenti. Per promuovere l’istruzione di ogni ordine e grado, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) ha realizzato campagne per l’alfabetizzazione e altri progetti educativi. Lo scopo di questa organizzazione è di permettere a tutti i bambini la frequenza scolastica e di eliminare l’analfabetismo. Pur avendo conseguito importanti miglioramenti in questo senso, si è sempre più consapevoli che saranno necessari progetti a lungo termine e notevoli sforzi in termini di energie e di risorse economiche prima che l’alfabetizzazione e lo sviluppo culturale diventino realtà accessibili a tutti i paesi del mondo.
Per accenni alla regolamentazione attuale del sistema scolastico italiano, vedi: Scuola dell'obbligo; Scuola media superiore; per alcune informazioni storiche vedi: Riforma Gentile.