| Architettura del paesaggio | Articolo | ||||
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| 2. | Principi teorici |
A prescindere dall'entità del lavoro da svolgere, prima di procedere l'architetto del paesaggio studia innanzitutto il sito; in collaborazione con un urbanista, un ingegnere stradale o un architetto civile, a seconda del progetto, valuta la disposizione del terreno, il clima, le condizioni del suolo, i costi, tutto in relazione alla destinazione d'uso.
Viene quindi stabilita una pianificazione generale, optando ad esempio per un giardino regolare e strutturato su moduli geometrici disposti simmetricamente, oppure per un giardino irregolare che valorizzi quanto più possibile le caratteristiche naturali del sito. Un ulteriore modello è rappresentato da quello giapponese, che prevede spesso rocce e sabbia, e può ricreare un ambiente desertico o un boschetto in miniatura.
Il progetto deve tener conto delle dimensioni del giardino e delle sue proporzioni interne: un piccolo giardino recintato, ad esempio, offre uno spazio visivo ristretto, mentre un parco consente scorci ampi e può ospitare notevoli masse di vegetazione. Singoli elementi del territorio, come una collina o uno specchio d'acqua, possono essere sfruttati o completamente trasformati. Il progetto deve indicare, inoltre, la suddivisione degli spazi e la loro precisa destinazione.
L'architetto deve altresì considerare, soprattutto in relazione al clima, i contrasti tra luoghi ombrosi e spazi aperti e assolati, così come la densità, il colore e la composizione della vegetazione, che deve essere distribuita in considerazione dei tempi di fioritura, in modo che il giardino presenti angoli fioriti in diverse stagioni. Inoltre, un progetto di architettura del paesaggio prevede di solito fontane, specchi e corsi d'acqua, sculture e panchine, muriccioli, vialetti e terrazze o strutture più piccole come gazebo, chioschi e tralicci.