Architettura del paesaggio
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Architettura del paesaggio
3. Mondo antico

Già nel III millennio a.C., gli egizi coltivavano giardini all'interno dei muri di cinta delle loro abitazioni. Successivamente si impose la tipologia del giardino sviluppato intorno a una peschiera rettangolare, fiancheggiata da filari di alberi da frutta e piante ornamentali, come è testimoniato dalle pitture tombali che ci sono pervenute.

I giardini pensili di Babilonia (una delle sette meraviglie del mondo antico), che facevano parte del palazzo di Nabucodonosor II, erano sistemati su terrazze coperte di terra e sorrette da volte di pietra, e ospitavano anche alberi di grandi dimensioni. Sulle montagne del nord della Mesopotamia, gli assiri e i persiani crearono parchi fitti di vegetazione per la caccia a cavallo. Progettarono inoltre grandi giardini, cintati e di forma rettangolare, irrigati da canali e laghetti e ombreggiati da alberi, solitamente in vaste piane aride. Questi giardini, che simboleggiavano il paradiso (il giardino dell'Eden, appunto), ispirarono molti disegni dei tappeti persiani.

Nella Grecia antica i boschetti sacri venivano protetti, in quanto dimore degli dei. La casa greca comprendeva una corte o un giardino generalmente circondato da colonne. Dal V secolo a.C., fu proprio nei giardini di Atene e nei viali fiancheggiati da colonnati dell'Accademia e del Liceo che fiorirono le grandi scuole filosofiche della Grecia.

La casa romana, simile a quella greca, comprendeva anch'essa un giardino delimitato da colonne, così com'è raffigurato negli affreschi di Pompei e descritto da Plinio il Vecchio. Per le ville che sorgevano sulle colline circostanti Roma furono progettati giardini a terrazza. Mentre il popolo poteva disporre solo dei giardini adiacenti ai bagni pubblici, facoltosi romani come Lucullo e Mecenate fecero realizzare nelle proprie tenute ricchi giardini con portici e sculture, nonché sale per banchetti; anche l'immenso territorio della villa di Adriano (II secolo d.C.), presso Tivoli, fu sistemato magnificamente.