DDT
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DDT
3. Un rischio ancora presente

Il DDT fu bandito nel 1972 dagli Stati Uniti e dalla gran parte dei paesi industrializzati. È tuttavia ancora impiegato in molti paesi del Terzo Mondo, soprattutto perché è più economico di altri pesticidi di più recente formulazione. In questi paesi gli studi hanno evidenziato la presenza di residui di DDT nel latte materno, con rischio per i bambini allattati al seno; inoltre, l’esportazione di prodotti agricoli irrorati con il pesticida verso i paesi occidentali ne determina, di fatto, la reintroduzione anche laddove è stato formalmente vietato.

Una recente ricerca dell’Università di Innsbruck ha rilevato che il DDT evapora al di sopra di Africa e India, regioni in cui è massicciamente usato, e rimane liberamente circolante in atmosfera nelle zone a clima caldo, mentre precipita in corrispondenza di zone a temperatura bassa; la conseguenza di questo fenomeno è la presenza del pesticida nelle acque polari (è stato trovato anche nelle foche e nei pinguini) e persino nei laghetti alpini a quote superiori a 2500 metri. Pertanto, molti ritengono auspicabile l’estensione del bando del DDT in tutto il pianeta; altri, invece, considerano ancora valido l’uso del DDT in alcuni paesi perché l’urgenza di debellare la malaria, responsabile di milioni di vittime, sarebbe prioritaria rispetto alle preoccupazioni per possibili effetti cancerogeni a lungo termine.