| DDT | Articolo | ||||
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| 2. | Effetti del DDT |
La pericolosità del DDT, che è considerato cancerogeno, è correlata alla sua struttura chimica; poiché si tratta di un idrocarburo, non è solubile in acqua ma nei grassi; non si degrada facilmente e persiste nel suolo a lungo. Il risultato è che tende a concentrarsi sempre di più ad ogni passaggio della catena alimentare, fenomeno noto come amplificazione biologica o bioaccumulo. Le ricerche evidenziarono che i residui di DDT erano presenti nella maggior parte degli alimenti tra gli anni Cinquanta e Settanta del XX secolo, a causa delle massicce irrorazioni effettuate sulle colture agricole intensive; dimostrarono inoltre concentrazioni di DDT nel tessuto adiposo umano.
Si osservò che in alcune specie animali il DDT ha un’azione ormono-simile, causando squilibri endocrini. Fu scoperto, inoltre, che la drastica riduzione delle popolazioni di alcune specie di uccelli legati all’ambiente acquatico era dovuta all’eccessiva fragilità del guscio delle uova, a sua volta causata dal DDT presente nel pesce di cui questi uccelli si nutrivano; tra le specie colpite erano l’aquila dalla testa bianca (Haliaëtus leucocephalus), il falco pescatore (Pandion haliaetus), il pellicano bruno (Pelecanus occidentalis). Alcune specie di insetti inoltre svilupparono nel tempo una resistenza all’insetticida che ne vanificava l’impiego o ne rendeva necessarie dosi maggiori.