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Artrite
1. Introduzione

Artrite Patologia caratterizzata dall’infiammazione delle articolazioni. Essa può essere di tipo reumatoide o di tipo infettivo.

2. Artrite reumatoide

L'artrite reumatoide, o poliartrite cronica primaria, rappresenta la forma di artrite più grave, dolorosa e potenzialmente invalidante. Questa patologia, diffusa in tutto il mondo, è una malattia autoimmune; sembra che tra le diverse popolazioni essa abbia un tasso di incidenza simile. Nei paesi occidentali, in particolare, l’artrite reumatoide colpisce circa il 3% dei soggetti al di sopra dei 40 anni di età; le più colpite risultano le donne, fra le quali si registra il triplo di casi rispetto agli uomini.

1. Sintomi

Le articolazioni colpite da artrite reumatoide sono in genere quelle delle dita delle mani e dei piedi, del ginocchio, della colonna vertebrale e delle anche. In tali punti insorgono dolori, anche acuti, in concomitanza dei quali possono manifestarsi anche altri sintomi meno specifici, come febbre, tendenza all’affaticamento e dimagrimento; possono associarsi anche vasculopatie (cioè infiammazioni a livello dei vasi sanguigni), pleurite, malattie cardiache e formazione di noduli al di sotto della cute.

La conferma della diagnosi di artrite reumatoide si può ottenere attraverso accertamenti radiologici, quali la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica nucleare (NMR); decisiva risulta l’indagine, effettuata mediante la cosiddetta reazione di Waaler-Rose e un tipo di analisi denominata test al lattice, con la quale si evidenzia nel siero del paziente la presenza di fattori reumatoidi, ossia di particolari anticorpi di tipo IgG.

2. Terapia

La terapia dell’artrite reumatoide si basa sia su trattamenti di manipolazione (massaggi, chiropratica, fisioterapia) sia su farmaci. I trattamenti di manipolazione, che possono essere eventualmente completati da idroterapia, e da sedute di agopuntura, mirano a mantenere la funzionalità generale delle articolazioni, ad alleviare gli stati dolorosi e, mobilizzando le articolazioni, a prevenirne l’irrigidimento. I preparati farmacologici più comuni tendono ad alleviare anch’essi il dolore (analgesici come il paracetamolo) e a ridurre gli stati infiammatori (cortisone, FANS) ma non risolvono la causa della malattia. Tra i farmaci impiegati per rallentare il decorso dell’artrite (i cosiddetti DMARDs, ossia farmaci antireumatici modificatori della malattia), vi sono quelli a base di sali d’oro, alcuni composti immunosoppressori (come il metotrexato, l’interferone a e l’antibiotico rifamicina iniettato direttamente nelle articolazioni) e il fenilbutazone (che può essere assunto solo per brevi periodi).

2.1. Nuovi sviluppi nella terapia farmacologica

Un nuovo farmaco di recente sperimentato negli Stati Uniti è l’etanercept, prodotto mediante tecniche di ingegneria genetica. Esso si lega alla proteina TNF-a (Tumor Necrosis Factor-a) prodotta dal sistema immunitario contro lo stesso organismo, e la inattiva, riducendo così il processo autoimmunitario e alleviando lo stato infiammatorio. Un altro principio attivo che sopprime la proteina TNF-a è denominato infliximab; esso, approvato nel 1998 dagli Stati Uniti contro il morbo di Chron, potrebbe essere utilizzato anche nel trattamento dell’artrite reumatoide. Altri composti, gli inibitori COX-2, sembrano anch’essi promettenti per la cura di questa patologia.

3. Artrite infettiva

Due comuni forme di artrite dovute all’infezione di microrganismi sono la spondilite anchilosante e l’osteoartrite.

1. Spondilite anchilosante

Una forma di artrite dovuta ad agenti infettivi (soprattutto batteri stafilococchi) è la spondilite anchilosante, o spondilo-artrite. Questa colpisce la colonna vertebrale soprattutto nei soggetti di sesso maschile in età giovanile e adulta. L’irrigidimento della colonna ha effetti anche sui legamenti e sulle ossa che con essa sono in collegamento; inoltre, la patologia può essere aggravata dalla concomitante comparsa di altre malattie, come la colite ulcerosa e la psoriasi, e di disturbi a carico dell’apparato escretore, di quello cardio-respiratorio e della prostata.

2. Osteoartrite

L'osteoartrite è la forma più comune di artrite infettiva. Essa, di natura batterica, colpisce circa l'80% delle persone al di sopra dei 65 anni di età, anche se solo nel 25% dei casi è sintomatica. Il focolaio iniziale dell’infezione può essere localizzato a livello delle ossa o della capsula connettivale dell’articolazione. In genere si presenta con l'avanzare dell'età, quando si verificano fisiologicamente alterazioni degenerative della struttura articolare. È possibile alleviarne i sintomi mediante farmaci analgesici, esercizio fisico e talvolta ricorrendo a interventi di chirurgia ortopedica.